L'industria ama avere i soldoni belli spiattellati sul tavolo, puliti e facili da contare. Sarebbe anche un desiderio lecito, se non fosse che ha la stessa soglia di attenzione e capacità di analisi di un gruppo di gibboni intento a rimirarsi i genitali.
Per esempio combatte la pirateria con sistemi che irritano solo gli acquirenti reali, considerato che la comunità di cracker al massimo passa due ore in più per rilasciare una versione perfettamente giocabile su piattaforme p2p.
Io debbo scrivere codici lunghi come le password dei giochi NES, installare merda che rischia di far saltare il lettore, perdere tempo a far riconoscere la copia su internet, scaricare patch che cercano di ovviare alle copie warez, ma che nella migliore delle ipotesi mi creano confilitti di sistema. Il pirata lo gioca con meno intoppi, usa patch non ufficiali e gode della mia stessa esperienza anche un mese prima della data d'uscita ufficiale.
Intendiamoci: non è amaro rosicare verso chi pirata. A me non frega niente, ma proprio niente di quanto l'Average Joe spenda in un'attività dal nullo valore culturale. Non viene a rubare a me, a esser sinceri in linea di principio non ruba proprio. Tutt'al più clona.
Mi fa invece incazzare pagare una percentuale tristemente alta delle mie finanze e trovarmi a dover fronteggiare angherie tecnoburocratiche senza fine.
Ma le softuer aus non erano felici di sfasciarmi i coglioni soltanto così. «Eh no» avranno pensato «il problema che sentiamo ora, insieme all'omosessualità latente, è quel bruttocattivo mercato dell'usato».
Che machiavellico piano avranno escogitato per ovviare al problema, oltre al famigerato Digital Delivery?
Facciamo un esempio semplice da comprendere per voi bestie, roba da Albero Azzurro.
Barbapapà acquista Dragon Age: Origins al prezzo di quaranta euro. In ogni copia nuova è presente il codice per sbloccare Shale, uno dei più massicci e gradassi personaggi dell'intero balocco. Barbapapà scrive con le sue gommose mani l'intera stele di rosetta sul portale Bioware e, infine, gioisamente prende a BBBUGNI quel coacervo di cliché ispirati dal libro fantasy più sopravvalutato del globo.
Barbapapà arriva ai titoli di coda e si accorge che tutto sommato non è così Baldur's Gate come lo dipingevano. Si trasforma in un enorme betoniera rosa e decide di venderlo a Barbabravo.
Un gioco così main stream, per pc, quanto può valere usato? Trenta euro? Venticinque? Barbapapà riesce a cederlo a Barbabravo per trenta euro. Il giovine installa il titolo e già smadonna in swaili: non può usare la piattaforma online di Bioware, essendo quella copia legata all'account di Barbapapà. Magari esiste un lecito modo per raggirare l'invalidante limitazione, non saprei. Per comodità facciamo finta ci sia, eliminando l'ipotesi che Barbapapà, ora un triciclo rosa, voglia privarsi del suo account. Barbabravo, per quanto già provato dall'esperienza, può ora finalmente dilettarsi con il suo acquisto.
Il gioco offline funziona egregiamente, ma vorrebbe proprio prendere a BBBUGNI tutti con il golem misantropo. Non può usare il codice nella scatola, essendo usato. Ma, con somma gioia, nota che Shale si può comprare nello store della Bioware. Per giunta al modico prezzo di quindici dollari. Cifra da scambiare in Bioware Points prima dell'acquisto, giusto per rendere l'operazione ancora più arzigogolata e sfiancante.
Per godere della stessa esperienza di Barbapapà, Barbabravo ha speso in tutto quarantacinque euro. Più della cifra investita dal rosato padre per una copia nuova e integra. Il cosetto blu piange e Barbapapà diventa un gazebo rosa per consolarlo.
Barbaforte segue la scena con scoramento e, essendo noto il suo odio per i soprusi, scarica la versione pirata di Dragon Age: Origins. Nota, fra i vari files, anche la presenza di tutti i DLC a pagamento, pienamente funzionanti e paradossalmente più semplici da attivare in gioco.
«Sarà un errore» dice Barbabella. «Avran capito dopo questa debacle che è un sistema esageratamente punitivo» aggiunge Barbabarba. «L'usato fa parte dell'indotto dell'industria videoludica, non posso credere che non se ne accorgano presto» afferma Barbottina. «Bau bau» chiosa Barbazoo.
Sembra tutti abbiano imparato qualcosa.
Ma poi ecco che arriva questo.
Metamorfosi chiaramente blasfeme scuotono il mondo colorato di Barbapapà.
Io, essendo dotato di una forma non modificabile se non per via chirurgica, mi accontento di nominare un numero sufficiente di santi per tirar su un musical.
Barbapapà e il teorema dell'usato Bioware
0 cretinate metaroba: barbapapà, bioware, deliri, meraviglia, rosa, viggì
L'idiot weeaboo – o come costruirsi un'Arcadia personale
Volendoci affidare a dell'oggettivismo spicciolo, potremmo affermare che la presenza degli individui ipodotati non è da assimilare necessariamente alle loro dimostrazioni più plateali. Questi, sono semplicemente stupidi. Sempre con indipendenza dalle manifestazioni: risibili, criticabili o più semplicemente irritanti. Ciò nonostante, la preservazione dell'ego espresso – dell'idiot weeaboo chiaramente – dovrebbe figurare tra le nostre prime priorità esistenziali. (Un secondo e arriveremo a bashare qualcuno oppure qualcosa.)
Spinto da un nauseabondo amore universale, vi prego di tollerare e di proteggere i biomi psicologici del prossimo. (Eh eh, scusate.) In forma onesta suonerebbe più come «Non minacciate la fauna della meraviglia». Poiché, similmente al profilo della gazzella nello scorcio della Savana, i loro movimenti ci irradiano di matte risate e, alle volte, di compassione. Fidatevi, lo dice uno che ha assaggiato la carne di gazzella.
L'approccio del mammifero alla manifestazione di sé sfiora due punti molto semplici prima di realizzarsi: speranza -> fallimento/negazione -> Sasuke nippodachi mabburu. Questo fenomeno prende forma nell'apatico, confortevole, liquido dell'ignoranza; senza scordarci del caro amico rifiuto pretestuoso, possibilmente.
Segue un piccolo esempio:
«Mi chiamo Aldo Camone, piacere. Non riesco a sviluppare solide espressioni di me e sono un idiota. Ho centouno problemi, le bitches figurano tra questi. A scuola mi coglionano duro, non sanno che potrei avere un demone atrofizzato dentro di me - no, aborto vestigiale non è un sinonimo, stronzi. La mia stessa famiglia mi cogliona ancora più duro con le lezioni di piano e la messa domenicale, però ignora che dentro di me scorre sangue asiatico. La mia waifu è migliore di questi luridi umani, lei mi ama e mi fa i pompini quando grindo. Visto che loro sono chiaramente delle brutte persone [Il perché non posso spiegarlo… ma cito bene il capitolo nove di Death Note] cercherò di aggrapparmi alla scialuppina prossima de “Il mio interesse”».
La conclusione viene da sé, è un prodotto di omissioni contestualizzate. Cadendo senza supporto, le informazioni comunicate dalle bestioline vanno a legarsi casualmente con le basi logiche di poco sotto. Abbiamo la meraviglia. Un risultato grezzo, in parte, ma indiscutibilmente affascinante.
Ecco, l'impronta psicologica perde d'importanza. Non è rilevante. La ricerca dell'infelicità dietro al comportamento porta solo alla realizzazione fredda, meccanica, di un pullulare uggioso. Quando fatta ossessione dallo spettatore, un'infelicità condivisa – anche se frequentemente ignorata. Per ora non ci riguarda, non in questo discorso.
Che fare quindi? Decidiamo di rimuovere arbitrariamente parte delle nostre memorie. Il liceo? Vi riferite forse all'invasione dei Siloni nel mio cortile? Quei bifolchi galattici non mi capivano. Il primo fallimento personale? Una coincidenza narrativa. Me stesso? Beh, chiaramente la meraviglia del mondo.
Non posso chiuderlo così, pare sia convinto di quel che ho scritto. That's all folks, vado a farmi inculare da un leone nella Savana.
Edit furente:
Stavo per dimenticarmi la citazione hipster – siamo tutti lo Spherion rotondo delle trame di Final Fantasy. Figo, eh?
4 cretinate metaroba: acido, autunno, meraviglia, scooter, vacanze, wapanese
Multifap Presents: Monofap #1
Cosa fa una persona quando ha sonno? La risposta di un sonnologo qualsiasi a questa domanda è, tipo, dormire.
Multifap non è di questo avviso. Multifap se ha fame beve il caffè, si lava i denti con le sigarette, fa colazione con lasagne e pranza con il pandoro, piscia a sedere e caga dalle finestre. Vien da sé che alle tre di notte il tenero Matsu, in un picco di insonnia e zuccheri saturi, decida di registrare senza alcun costrutto una puntata in singolo di Multifap, battezzandola con l'esotico e imprevedibile nome di Monofap.
Alcuni punti generali:
- Essendo speciali, usciranno con cadenza più irregolare rispetto alla serie principale. Che ricordiamo ha il record di una puntata ogni 14 mesi.
- Monofap è uno sfogo di uno qualsiasi di Multifap che per qualche motivo ha voglia di parlare da solo. Non prendetelo sul serio, chiunque esso sia.
- L'editing è praticamente inesistente, del resto una cosa così non merita chissà quali cure.
- Non c'è un argomento specifico o un taglio preciso che segue. Totalmente a caso e piegato ai soli gusti del sonnambulo di turno.
Ma ciancio alle bande, ecco a voi:

Potete ascoltare 'sto schifo nel comodo player sulla destra, abbonandovi su itunes o scaricando direttamente la puntata da Mevio.
Che Dio ci perdoni. Tutti quanti.
0 cretinate metaroba: magra, podcast, speciale
Mi raccoglieresti quella saponetta digitale, tesoro?

Fermi tutti.
No, seriamente.
Smettete di fare qualsiasi cosa che vi stia fermando dal conoscere la Verità.
Oggi è un giorno speciale. Di quelli in cui segnare sul calendario con un enorme e turgido pennarellone rosa. Di quelli da raccontare ai propri figli con una potente erezione di nostalgia. Di quelli che non si vedono dai tempi del primo Cho Aniki.
Presente? Ecco.
Dopo il successo eclatante riscosso nella sessualmente confusa Nipponia, la Namco ha annunciato ufficialmente l'uscita europea del suo titolo di punta per il 2010 su Wii.
Stiamo ovviamente parlando del sudato, anabolizzato, imbottito, oleoso, ammiccante e invertito capolavoro che risponde al nome di Muscle March.
BEHOLD!
Che siate o meno retrosessuali, dovete farlo vostro. Chiunque abbia almeno cinque Wiiware è moralmente costretto ad acquistarlo, considerato che è chiaro sia un feticista della monnezza.
0 cretinate metaroba: cho aniki, Jesus cristo, News, viggì
Eutanasia elettronica parte prima: Frogger.
Multifap è chiaramente a favore dell'eutanasia. No, Mister Opus Dei. Non stiamo parlando tanto dell'umana compassione per ingombranti soprammobili organici, tenuti in vita per far contento qualche omino invisibile che ci giudica, quanto di storici brand videoludici su cui viene perpetrato un evidente accanimento terapeutico.
Lasciateli morire, ve ne preghiamo.
Ci hanno dato tantissimo quando non erano ancora superflui, sorpassati e anacronistici. Crediamo si meritino di concludere la loro esperienza terrena con un fottuto straccio di dignità.
Vogliamo ricordare in questo e in futuri interventi le vittime più illustri di remaking e rebooting selvaggio, sperando di sensibilizzare le masse all'argomento. Non ci fermeremo fin quando qualcuno non aprirà un gruppo su Facebook, tipo Uccidiamo gli asasini dei klassici x la pace, sia chiaro.
Frogger
Ora, suppongo che tutti sappiano il concept di Frogger. Sei una rana, vuoi attraversare la strada. Cerchi di attraversare la strada. Muori contro pixel enormi semoventi. Infili un altro gettone. Cerchi di attraversare la strada. Eviti pixel enormi semoventi e salti su altri pixel semoventi color merda. Altra rana, vuoi attraversare la strada. Cerchi di attraversare la strada. Muori contro pixel enormi semoventi ma più gagliardi. Infili un altro gettone. Sei una rana, aldilà di ogni sospetto. Una rana che fa questo e nient'altro, per il resto della sua patetica vita virtuale fino ad esaurimento gettoni.
Come i più acuti fra voi bestie potranno intuire, le meccaniche ludiche di Frogger sono piuttosto scevre di particolari colpi di genio. Si parla del 1981. A quei tempi sembrava molto intelligente truccarsi come travestiti per fare colpo in società. In Italia c'era chi pensava di abitare in un Paese moderno. Si firmava No per l'aborto per dire di Sì. Roba semplice per gente semplice.
Del resto gran parte del fascino che suscita oggi deriva dall'assoluta carica primitiva dell'esperienza di gioco. La sua natura irripetibile, ancorata al periodo in cui uscì nelle sale, sembra un concetto molto semplice da assimilare. Sembra e basta, considerati invece i sedici seguiti più o meno ispirati dal classico Konami. Sedici, roba da far venire le lacrime anche a Wesley Snipes.
Prendiamo Frogger: Ancient Shadows ad esempio. Le similitudini sono praticamente pari a zero. Il protagonista, da stupido anfibio ossessivo-compulsivo, diventa una simpatica mascotte antropomorfa in braghe di jeans. L'obiettivo, da semplice corsa verso una tana, si tramuta nel salvataggio spericolato della propria fidanzata da un oscuro avversario. Le meccaniche, da una botta e via per mai più telefonare, si trasfigurano in zoppicanti virtuosismi platformistici, spesso arrestati da scenette piene di battute e brutture metareferenziali. Roba da sembrare un Klonoa programmato in Pascal e diretto da Coggima.
Non solo non vi è alcun collegamento sensato fra l'arcade e questo titolo del 1997, ma è anche uno dei platform più orrendi e stantii della scorsa generazione di console. Quasi meriterebbe di finire come titolo on demand su Marketplace, da quant'è brutto.
Segnali di accanimento terapeutico:
Lo vogliamo ricordare così:
0 cretinate metaroba: acido, speciale, viggì
Quando Multifap non c'è, l'inadatto balla.
Nonostante la lunga pausa di riflessione che Multifap si è concessa alla faccia vostra, luridi resti escrementizi, più di qualche ominide ha cercato il nostro piccolo angolo di creatività attraverso Google.
Vi vogliamo rendere partecipi delle parole precise con cui adoratori dell'entropia hanno solcato gli inospitali mari della Rete, affamati e assetati, per raggiungere le nostre impervie coste.
Troie lunghe.
Obese troie.
Fighette strete.
Tema: "Perché nessuno mi capisce?".
Cerca obese troie.
Conferenze sulla lussuria in streaming.
Donne in menopausa scopate da cazzi enormi.
Erezione lottatori.
Fitting tra super troie.
Giochi usano emotion plus.
Kojima Gulag.
Magra costole xilofono.
Obbesa troia.
Obbese troie.
Obesa e troia.
Omino incazzato gif.
Poesia sull'arte dello sculettamento.
Prove di fede.
Red troie non due cazzi negri nel culo.
Terry Bogart gay.
Vecchie scorreggione.
Video porno donna scopata da tentacoli su striming.
Yoko Ono bendata.
Stiamo tornando. Per l'ennesima volta.
Beatmania IIDX 17 Sirius LS. Il futuro. Tipo.
«Altro giro, altro regalo
Sicché alla Konami ci hanno le idee, Beatmania segue un procedimento alquanto semplice e fantasioso per non scadere nelle classiche rivoluzioni di Zelda.
Ogni iterazione infelice (guerra, distopie e gusti personali) è succeduta da una devianza plasticosa della realtà (danaro, cieli felici e drappi rosa).
E quindi: avanza Sirius!
Beatmania IIDX RED - Omino particolarmente incazzato. Niente di più.
Beatmania IIDX Happy Sky - Cieli sotto XTC. Vagonate di J-pop.
Beatmania IIDX DistorteD - Un altro omino particolarmente incazzato, stavolta sospeso tra detriti di origine tecnologica.
Beatmania IIDX Gold - Lussuria (sì, il sesso) e i danari. C'è un giapponese obeso - surreale - che urla
Beatmania IIDX Dj troopers - Di nuovo l'omino incazzato. Imbraccia un fucile.
[Qui si ritorna al discorso sull'espressività. Ne imbroccano una e non la mollano a costo di morire.]
Beatmania IIDX Empress - Eh. Indòvina.
Beatmania IIDX Sirius - Siriusly.
Cabinato
Notare Anubis saiberpanc sulla destra.
Si è appena conclusa la location test della versione arcade; tenuta a キングジョイ il 30 Giugno. Novità? Sì, sfortunatamente.
Se i giapponesi si affermarono con la produzione di massa a basso costo di transistor, i coreani uguale, con la differenza marginale di uccidere manifestanti.
Perché inserire digressioni convulse? Bon, Dj Max (altro bemani, praticamente identico a Beat; basterebbe sostituire le J con le K quando il genere lo richiede), clone senza ritegno, molto semplicemente, vende di più e si sta affermando anche a livello internazionale. Impresa che non riuscì alla più famosa Konami.
Il passo più logico da fare è quindi quello di copiare l'unica nota positiva del titolo coreano, le note lunghe.
Ora venderanno un macello.
Nel frattempo i coreani lasciano ai nipponici quei tre secondi immotivati di felicità e gli copiano pure il controller ufficiale:
Fret not! Kojima è ancora dalla vostra parte.
Non c'è altro d'aggiungere o forse sì. Manca la lista dei nuovi brani. Tanto a voi interessa?
E così l'HDD warez tornò in voga tra i giocatori di Beatmania IIDX.
0 cretinate metaroba: News, speciale, viggì