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Metti un giorno, dopo pranzo… (seconda parte)

Matsu: Buongiorno e grazie per l'intervista, maestro. Lei lavora agli eventi crossmediali di MultiFap da qualche mese. Qual è ad ora la sua opinione sul progetto culturale che state portando avanti?

iDav1de: Per prima cosa un saluto a te Roberto e a tutti gli amici di Voyager. Sono entrato a far parte del progetto MultiFap da pochi mesi. Portare avanti un progetto CULturale in Italia non è facile, ma proseguiamo con successo la nostra battaglia contro i commessi di GameStop e simili.

Lei è cittadino italiano, ma anche un po' cinese, vista l'urbe di provenienza. Crede che le BMW bianche dei Chin Chunlà siano chiaro segno dell'integrazione culturale fra popoli?

Sì, assolutamente sì Roberto. E anzi, mi chiedo: perché proprio BMW bianche? Un caso? Noi di Voyager crediamo di no

No, probabilmente non è un caso. Lei spesso dimostra un certo gusto per una candida ironia infantile, fatta di giochi di parole ed espressioni colloquiali buffe. C'è chi ci vede l'influenza del cabaret americano degli anni Venti, chi l'abuso sconsiderato di Estathé. Lei ci può dire qualcosa su come abbia maturato questo particolare stile?

Grazie per la domanda Roberto, posso svelare tranquillamente il segreto. La mia ironia nasce inizialmente come vena polemica contro il mondo che ci circonda. Poi, nel corso degli anni, ho affinato la tecnica fino a fondare una scuola per giovani cabarettisti. Il segreto? Un mix di Estathé al limone e Chicken McNuggets, che, ci terrei a ricordarlo, iniziano con la A di Amburger.

Lei, fra i tre attuali membri fissi di MultiFap, è quello che predilige una prosa meno scurrile, meno scatologica. Questa diversa sensibilità è causata dal fatto che ha registrato in una grotta con un walkie talkie fino ad adesso?

Devo ammettere che l'aver registrato in una piccola grotta con un walkie talkie Fisher Price ha influito molto sul mio stile. Ma non è l'unico motivo: l'altra causa è l'abuso di Estathé citato poc'anzi che mi impedisce di usare parole complesse per formulare i miei discorsi senza senso.

Lei è stato al centro dello scandalo soprannominato dalla stampa Edicolagate. Gran parte dei suoi fan stanno attendendo sviluppi: ha cambiato fornitore di allegati della «Gazzetta dello Sport» o continua nella sua personale battaglia contro quel giornalaio?

Sono lieto di confermare che la battaglia continua. Avendo da poco stipulato l'abbonamento a una nota televisione in pay per view, ho smesso di acquistare non solo gli allegati della Gazzetta, ma la carta stampata in generale, per l'enorme gioia del mio edicolante.

Lei vuole uccidere chi fa il mio lavoro. Ma lasciamo stare. Una domanda a bruciapelo: è vero che ha frequentato le scuole elementari con un altro componente della redazione di MultiFap? Questa cosa non getta ombre sulla sua professionalità? Si ritiene forse un raccomandato?

Confermo la veridicità della leggenda, Roberto. Premettendo che elementari inizia con la O di Ot Dog, come ho imparato alle superiori, posso dire che la mia professionalità non è in discussione, anche se, forse, sono stato scelto dalla redazione di MultiFap con un solo scopo: quello di darmi un contentino per non aver reso pubblico un losco delitto a base di giochi pirata, Amiga e X-Copy Pro.

Ehm… non ho assolutamente la minima idea di cosa stia parlando… ma… *coff coff*… Comunque, le farò un'altra domanda prima di salutarci: crede che il 2010 sia il miglior anno videoludico di sempre?

No, su questo non sono assolutamente d'accordo. Citerei come miglior anno videoludico di sempre il 1939. In quell'anno infatti sono uscito numerosi giochi basati sulla seconda guerra mondiale, talmente realistici che Call of Duty in confronto pare solamente un clone sghembo di Super Mario.
Posso fare un saluto?

Certamente, maestro.

Volevo salutare tutti gli abitanti del mio pianerottolo, i pusher di piazza Mercatale, il noto rapper Jake La Furia, i commessi di Foot Locker e i loro colleghi del negozio Adidas di Barberino del Mugello. Vi ricordo che potete seguirmi su La7, all'interno del programma La Gaia Scienza e vi invito a vedere i playoff NHL su ESPN America. Ciao!


iDav1de aveva un blog in cui contava quanti estathé beveva. Non scherzo.


Vi avevamo promesso una spiegazione. Vero. Ma in realtà vi pongo, come in un'intervista, qualche domanda:

Avete trovato queste interviste di una qualsivoglia utilità?
Essendo certo che non sia questo il caso, non vi irrita che due bacherozzi da seta si mettano a raccontar voi cose di dubbio interesse?
Che vi sbattano addosso opinioni non richieste?

È la prima volta che vi capita?

Amate giornalisti, scrittori, autori che vi spiattellano cazzi loro e aneddoti soporiferi?

Seguite i Twitter di persone famose o perlomeno note?
Perché?
Cosa suscita in voi più interesse rispetto a sentire il panettiere sotto casa parlare della finanziaria?

Perché si percepisce come un bisogno il sentire vicini e umani perfetti sconosciuti?

Perché non sentire vicini le persone vicine, e sentire lontani solo professionisti che sulla vostra curiosità pruriginosa ci fanno discreti quattrini?

Eccovi la spiegazione. Rispondete in tondo, non in corsivo. Nella testa, perché a noi fotte poco di saperlo.

Metti un giorno, dopo pranzo…

Questa immagine è stata scelta casualmente su Google. Davvero.

iDav1de: Matsu, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciare un'intervista, nonostante i tuoi impegni super yeah. Ma bando alle ciance: preferisci i Fonzies o i tarocchi Flash della San Carlo?

Matsu: Ti ringrazio per la domanda, prima di tutto. Francamente nella mia lunga vita di redattore, non che ne voglia fare un merito, brutti mediocri, ho sempre trovato le Fonzies assai più gustose. Certo, non posso dirmi un'estimatore assoluto dei piccoli tumori gialli con il formaggio chimico sopra, ma se proprio debbo scegliere…

Una risposta molto interessante, ma direi di passare ad altro. Anche tu come tutti odi i commessi del Foot Locker?

Certamente. Ho sempre trovato che siano insopportabili. Loro e quella fissazione per la comodità dei miei piedi. Plantari, fantasmini, vernici su spugnette del cazzo, prodotti per la pulizia di fetenti scarpette cucite da bambini. Li Odio. Terrificanti feticisti.

Bene. Passiamo a un campo a noi più vicino, quello dei videogheims. Come nasce l'idea di un podcast come MultiFap?

Nasce precisamente dall'intenzione di confezionare un prodotto che rispondesse ai gusti di una certa utenza raffinata, capace di divertirsi con un brillante umorismo dal registro linguistico alto, quasi aulico. Passati i primi tre anni, con orgoglio ci siamo accorti di avere assolutamente soddisfatto tale utenza. Utenza formata da me e Canoro, per onor di cronaca.

Scommetto che l'utenza tipica di MultiFap odia Gamestop, giusto?

L'utenza tipica di Multifap non compra giochi, in genere. Ne parla soltanto. Trattandosi di un hobby privo di una qualsivoglia voce autorevole, anche la parola di un gretto babbeo con la competenza di un agricoltore del basso lombardo ha un suo peso. Perciò diciamo che Gamestop viene odiato, sì. Non solo perché sono dei miserabili ladri di centesimi che nemmeno gli zingari più zingari oserebbero, ma anche perché spacciano videogiochi; essendo quest'ultimi in teoria il motore primario di una discussione e volendo di converso tutti esporre la propria opinione rimanendo nella più candida e inadulterata ignoranza, ne consegue che Gamestop è il nemico.

Mi sento di condividere questa risposta, e mi sento anche di procedere con una domanda scottante: Pepsi o Coca Cola?

È una domanda assai scomoda di questi tempi. Pare che le sventure di Saviano non coincidano con l'inizio della sua coraggiosa opera di denuncia contro le mafie, bensì da una parola di troppo davanti a un distributore di Coca Cola a Casal di Principe. Io ho una mia risposta, ma non me la sento di iniziare a girare così giovane con la scorta.

Rispetto la tua scelta e passo a una nuova domanda. È noto l'odio di MultiFap (e dei suoi redattori) per personaggi di spicco del mondo videoludico come Hideo Kojima e Peter Molyneux, due geni invece molto amati, specialmente il primo. Come mai questo odio feroce verso i due personaggi in questione e verso gli altri non citati nella domanda, che comunque conosciamo tutti?

Principalmente perché sono dei minchia incapaci. Essendo anche noi dei minchia incapaci, credo sia naturale e fisiologica una buona dose di acredine fra concorrenti. Acredine contraccambiata, vorrei far notare. Basti vedere la grassona che ti vende mappe in Fable II: è CHIARAMENTE un attacco diretto, quasi da toghe rosse, a una figura pubblica come Canoro.

Avevo notato anche io questo attacco diretto, in effetti. Nuova domanda, altro argomento. Recentemente colui che sta intervistando colei è entrato a far parte della scuderia di MultiFap, pur capendo poco e niente. Come è nata la scelta di ampliare l'organico?

È nata essenzialmente dalla necessità di ampliare il numero di interventi nel sito, oltre che a rendere il podcast qualcosa di un po' meno simile a un incontro fra due figuri colpiti da coprolalia cronica. Certo, curiosamente gli interventi scritti sono diventati anche meno frequenti e abbiamo financo infilato una gaia bestemmia nell'ultimo show, ma non temo di esser smentito a considerarle sottigliezze su cui non soffermarsi.
Piuttosto, farei notare come il tasso di "c" aspirate e riferimenti alla vita privata sia aumentato esponenzialmente, aspetto che ci rende invero fieri della scelta fatta.

Direi che la nostra chiaccherata può terminare qui, altrimenti l'intervento diventa troppo lungo e rischiamo di perdere i pochi lettori che ci seguono. Lascia a te l'onore di salutare i nostri fans, ti ringrazio per il tempo dedicatomi/ci/vi/ti.

Grazie per il tempo concessomi nel mio stesso blog e voglio salutare tutti, ricordando loro di continuare ad ascoltarci e a leggerci.
Ah, a proposito di leggere: vi voglio incitare ad acquistare il libro di Franco Legni intitolato Due di Briscola, opera prima di un mio carissimo autore che sta spopolando fra i più giovani.
Ovviamente è un consiglio spassionato, non vorrei che crediate che questa intervista sia solo una marchetta al libro di cui sto curando la seconda edizione. Sia mai!

Ti ringrazio per il consiglio editoriale, chiudo non salutando, ma ricordando a tutti che lunedì iniziano i playoff NBA. Ciao!


Questa cazzata ve la spieghiamo mercoledì. Potreste pensare che sia senza senso. E invece! Ah, che mondi si apriranno davanti ai vostri stanchi occhi!

Ubiboh


In Bretagna il tempo è uno schifo. Freddo. Vento. Pioggia. Umidità assassina. Contrattempi climatici sempre accoppiati, spesso presenti contemporaneamente. Vien facile quindi immaginare i fratelli Guillemot chiusi in una casupola, nel tepore confortante di quattro mura isolate dalle pisciate glaciali del buon Dio.
Davanti magari a una bevanda calda, già mi vedo i cinque consanguinei riflettere sul loro futuro professionale. Abitavano nel tanto suggestivo quanto sfigato Corno di Francia, mica a Parigi, Capitale di Francia e dei presuntuosi. Che vuoi fare in Bretagna, a parte coprirti bene?

E invece Yves e fratelli ebbero questa idea pazzesca: mettersi a pasticciare con il mercato dei videogames.

Era il 1986; sentire degli europei parlare di come tirar su soldi con i videogiochi sembrava quasi più cretino e irrealistico di ora. E non è poco, visto come oggi nei forum il primo pirla che ha giocato anche solo a Cooking Mama sembra ritenersi capaci di plasmare capolavori assoluti con due lenticchie, un 486 e gli artwork del cugino focomelico.

Nonostante l'idea fosse ardita, il progetto andò bene. Anzi, ottimamente. Sarà stato il vuoto pneumatico precedente, ma nel giro di una decade i fratelli Guillemot, sotto il nome Ubisoft, hanno arraffato i diritti di distribuzione sul territorio francese di gran parte delle soft co. che contano. A questo punto avrebbero potuto fare come la Leader o l'Halifax: chiudersi nel loro vischioso e remunerativo esoscheletro da usurai del mercato retail. E invece no. Hanno iniziato a espandersi internamente ed esternamente, unendo alla distribuzione la produzione e lo sviluppo diretto di videogiochi. Roba da far luccicare gli occhi di ogni buon sciovinista francese. Roba pesante. Roba che è valsa loro la nomina di Cavalieri della Repubblica francese. Non che facessero male a essere orgogliosi, eh. In Italia noi avevamo la Simulmondo, loro gente che andava a parlare di milioni di franchi con EA e Activision.

Tutto sommato ne ero felice. In mezzo a cowboy e samurai, vedere galanti e posati gentlemen del Vecchio Continente fare a spallate fra fiumi di bit faceva piacere. E la qualità? Non mancava, no. Affatto. Di titoli lodevoli ha riempito le case riempiendosi le casse.

Però.

Però mi stanno profondamente sul cazzo. Perché? Per qualche motivo sparso che elencherò. Sì. Li elencherò senza costrutto perché ho sonno e devo pisciare ancora il cane.

  • Mi hanno ucciso l'SSI. Fagocitata prima, smembrata poi. Ora, io so che il novanta percento di voi non sa nemmeno di cosa stia parlando, ma ecco, immaginate che vi caghino sopra la collezione di beyblade a cui tanto tenete. La Strategic Simulations Inc. era la mia collezione di beyblade. Solo meno gay.
  • Prince of Persia. Passi le Sabbie del tempo (anche se mi chiedo perché, con il capostipite e il seguito famosi per il senso di solitudine, ci debba essere una logorroica rompipalle a fare da spalla), omettiamo la svolta daVk dei due capitoli finali della trilogia… Ma l'ultimo? Santo cielo. Gesù. Visnù. YHWH. Zeus. Shemain. Anansi. Bobby Solo. Giocando a quel… quel… COSO si scopre soltanto che è più facile esalare l'ultimo respiro lavandosi i denti che lanciandosi con un turbante fra strapiombi e pertiche. Ma che dico: nel recente Prince of Persia non si muore. Non ci si emoziona nemmeno per le evoluzioni telefonatissime e vergognosamente autocalibrate. Si fa soltanto una gita di piacere fra suggestivi quanto piatti scorci di una persia arcadica (e anche un po' tamarra). Oltre ovviamente a sorbirsi i botta e risposta dei più insipidi grumi di poligoni della passata decade. Checculo.
    Il colpo di classe, però? Il finale “vero” a pagamento, via DLC. Con questa mossa sono stati capaci di far vergognare anche l'Activision.
  • Starforce, uno dei sistemi anticopia più fetidi della storia. Rischia di friggere letteralmente i drive ottici dei pc, oltre a inserire di nascosto drive con privilegio 0, aprendo il sistema a ogni malware che vi viene in mente. Il risultato? Ovviamente i pirati hanno raggirato il sistema che doveva fermarli in tempi a dir poco brevi., È sempre stato così nel mondo del cracking, non è che ci volesse un genio a prevederlo. Bastava non essere uno sviluppatore, ecco. A pagare lo scotto dello scellerato sistema, come sempre, sono stati i legittimi acquirenti. Uno dei capostipiti dell'ormai classico: “I pirati ci fanno la bua? Prendiamocela con chi i giochi li compra”.
  • Del sistema antipirateria di Assassin's Creed II abbiamo parlato fino alla nausea. Assassin's Creed mi dà la nausea. Direi di passare avanti e di passarmi un secchio per vomitare.
  • L'avete provata la demo di Splinter Cell Conviction? Io l'ho installata, ma credo di aver beccato un bug: il gameplay era patetico come un prete davanti a una scuola elementare. Dev'essere un bug, per forza.
  • L'apporto vomitevolmente massiccio su Wii. Si commenta da solo. Forse non hanno cagato fuori dal vaso con il secondo Red Steel. Forse. In tempi di vacche magre è bene non fidarsi dei commenti entusiastici di un possessore di Wii. Sarebbe come sentire un'eroinomane decantare la prelibatezza della colla.
  • Giulia passione quelcazzochetivieneinmente. Non è che abbia problemi con il mercato casual. È un altro target, non mangia nello stesso piatto dove mangio io. Ma per dindirindina, quanti diavolo di Giulia passione esistono? Hanno saturato quel mercato in maniera ignobile, tanto che non dubito che scoppierà come una bolla di sapone. Sembra di vedere tante piccole cartuccine con su scritto “Azioni Cirio”.

Ci sarebbe altro da dire. Ma ricordate? Pisciare il cane? Sì. Alla prossima.


L'idiot weeaboo – o come costruirsi un'Arcadia personale

Volendoci affidare a dell'oggettivismo spicciolo, potremmo affermare che la presenza degli individui ipodotati non è da assimilare necessariamente alle loro dimostrazioni più plateali. Questi, sono semplicemente stupidi. Sempre con indipendenza dalle manifestazioni: risibili, criticabili o più semplicemente irritanti. Ciò nonostante, la preservazione dell'ego espresso – dell'idiot weeaboo chiaramente – dovrebbe figurare tra le nostre prime priorità esistenziali. (Un secondo e arriveremo a bashare qualcuno oppure qualcosa.)

Spinto da un nauseabondo amore universale, vi prego di tollerare e di proteggere i biomi psicologici del prossimo. (Eh eh, scusate.) In forma onesta suonerebbe più come «Non minacciate la fauna della meraviglia». Poiché, similmente al profilo della gazzella nello scorcio della Savana, i loro movimenti ci irradiano di matte risate e, alle volte, di compassione. Fidatevi, lo dice uno che ha assaggiato la carne di gazzella.

L'approccio del mammifero alla manifestazione di sé sfiora due punti molto semplici prima di realizzarsi: speranza -> fallimento/negazione -> Sasuke nippodachi mabburu. Questo fenomeno prende forma nell'apatico, confortevole, liquido dell'ignoranza; senza scordarci del caro amico rifiuto pretestuoso, possibilmente.
Segue un piccolo esempio:

«Mi chiamo Aldo Camone, piacere. Non riesco a sviluppare solide espressioni di me e sono un idiota. Ho centouno problemi, le bitches figurano tra questi. A scuola mi coglionano duro, non sanno che potrei avere un demone atrofizzato dentro di me - no, aborto vestigiale non è un sinonimo, stronzi. La mia stessa famiglia mi cogliona ancora più duro con le lezioni di piano e la messa domenicale, però ignora che dentro di me scorre sangue asiatico. La mia waifu è migliore di questi luridi umani, lei mi ama e mi fa i pompini quando grindo. Visto che loro sono chiaramente delle brutte persone [Il perché non posso spiegarlo… ma cito bene il capitolo nove di Death Note] cercherò di aggrapparmi alla scialuppina prossima de “Il mio interesse”».


La conclusione viene da sé, è un prodotto di omissioni contestualizzate. Cadendo senza supporto, le informazioni comunicate dalle bestioline vanno a legarsi casualmente con le basi logiche di poco sotto. Abbiamo la meraviglia. Un risultato grezzo, in parte, ma indiscutibilmente affascinante.

Ecco, l'impronta psicologica perde d'importanza. Non è rilevante. La ricerca dell'infelicità dietro al comportamento porta solo alla realizzazione fredda, meccanica, di un pullulare uggioso. Quando fatta ossessione dallo spettatore, un'infelicità condivisa – anche se frequentemente ignorata. Per ora non ci riguarda, non in questo discorso.

Che fare quindi? Decidiamo di rimuovere arbitrariamente parte delle nostre memorie. Il liceo? Vi riferite forse all'invasione dei Siloni nel mio cortile? Quei bifolchi galattici non mi capivano. Il primo fallimento personale? Una coincidenza narrativa. Me stesso? Beh, chiaramente la meraviglia del mondo.

Non posso chiuderlo così, pare sia convinto di quel che ho scritto. That's all folks, vado a farmi inculare da un leone nella Savana.



Edit furente:

Stavo per dimenticarmi la citazione hipster – siamo tutti lo Spherion rotondo delle trame di Final Fantasy. Figo, eh?

Eutanasia elettronica parte prima: Frogger.

Multifap è chiaramente a favore dell'eutanasia. No, Mister Opus Dei. Non stiamo parlando tanto dell'umana compassione per ingombranti soprammobili organici, tenuti in vita per far contento qualche omino invisibile che ci giudica, quanto di storici brand videoludici su cui viene perpetrato un evidente accanimento terapeutico.
Lasciateli morire, ve ne preghiamo.
Ci hanno dato tantissimo quando non erano ancora superflui, sorpassati e anacronistici. Crediamo si meritino di concludere la loro esperienza terrena con un fottuto straccio di dignità.
Vogliamo ricordare in questo e in futuri interventi le vittime più illustri di remaking e rebooting selvaggio, sperando di sensibilizzare le masse all'argomento. Non ci fermeremo fin quando qualcuno non aprirà un gruppo su Facebook, tipo Uccidiamo gli asasini dei klassici x la pace, sia chiaro.


Frogger


Ora, suppongo che tutti sappiano il concept di Frogger. Sei una rana, vuoi attraversare la strada. Cerchi di attraversare la strada. Muori contro pixel enormi semoventi. Infili un altro gettone. Cerchi di attraversare la strada. Eviti pixel enormi semoventi e salti su altri pixel semoventi color merda. Altra rana, vuoi attraversare la strada. Cerchi di attraversare la strada. Muori contro pixel enormi semoventi ma più gagliardi. Infili un altro gettone. Sei una rana, aldilà di ogni sospetto. Una rana che fa questo e nient'altro, per il resto della sua patetica vita virtuale fino ad esaurimento gettoni.
Come i più acuti fra voi bestie potranno intuire, le meccaniche ludiche di Frogger sono piuttosto scevre di particolari colpi di genio. Si parla del 1981. A quei tempi sembrava molto intelligente truccarsi come travestiti per fare colpo in società. In Italia c'era chi pensava di abitare in un Paese moderno. Si firmava No per l'aborto per dire di Sì. Roba semplice per gente semplice.
Del resto gran parte del fascino che suscita oggi deriva dall'assoluta carica primitiva dell'esperienza di gioco. La sua natura irripetibile, ancorata al periodo in cui uscì nelle sale, sembra un concetto molto semplice da assimilare. Sembra e basta, considerati invece i sedici seguiti più o meno ispirati dal classico Konami. Sedici, roba da far venire le lacrime anche a Wesley Snipes.
Prendiamo Frogger: Ancient Shadows ad esempio. Le similitudini sono praticamente pari a zero. Il protagonista, da stupido anfibio ossessivo-compulsivo, diventa una simpatica mascotte antropomorfa in braghe di jeans. L'obiettivo, da semplice corsa verso una tana, si tramuta nel salvataggio spericolato della propria fidanzata da un oscuro avversario. Le meccaniche, da una botta e via per mai più telefonare, si trasfigurano in zoppicanti virtuosismi platformistici, spesso arrestati da scenette piene di battute e brutture metareferenziali. Roba da sembrare un Klonoa programmato in Pascal e diretto da Coggima.
Non solo non vi è alcun collegamento sensato fra l'arcade e questo titolo del 1997, ma è anche uno dei platform più orrendi e stantii della scorsa generazione di console. Quasi meriterebbe di finire come titolo on demand su Marketplace, da quant'è brutto.

Segnali di accanimento terapeutico:


Lo vogliamo ricordare così:

Impressioni di E3

Starr ci ha assicurato abbia una grafica bellissima. Mi fido. Come della buona fede di Yoko Ono ai tempi. [Matsu su The Beatles Rockband]

Puzza di pubblicità Wii per la balance board, solo che i nigga, gli ispanici e le donnette sono skater. [Matsu su Tony Hawk Ride]

Ma perchè sparano da negri? [Canoro su Modern Warfare 2]

Si sono appena bruciati un quinto del gioco, visto quando durava il singolo del primo. [Matsu su Modern Warfare 2]

Primavera del 2010 in US. Sento i peli del culo eccitati. [Matsu su Final Fantasy XIII]

Voglio la maglietta di Cliffy su xbla. [Matsu su Shadow Complex]

Sono così contento mi è venuta una prolassi rettale. [Matsu su Joy Ride]

Un negro blues che parla di zombie. Left 4 Dead 2 Nigga version in New Orleans.[Matsu su Left 4 Dead 2]

Il miglior modo per presentare un gioco è far vedere il protagonista percuotere per 15 minuti un afroamericano. [Canoro su Splinter Cell Conviction]

«Meno stealth, direi predatoriale.» Oh, mi piaceva più la versione con Batman. [Matsu su Splinter Cell Conviction]

Ma il presentatore ha 50 anni ed è stempiato, è come se tuo padre ti stilasse la lista dei drop di Guild Wars. [Canoro su John Schappert, il Magalli americano]

Non c'è niente di meglio per mostrare un gioco di guida che cozzare e ribaltarsi con l'auto dopo dieci secondi. Mandateli in un gulag a sciogliere a mani nude la neve. [Matsu su Forza Motorsport 3]

Ma c'è qualcuno a questo mondo che non sia un Pro Skater? [Canoro sul trailer di Forza Motorsport 3]

Ma quello là è Viggo Mortensen ne La promessa dell'assassino. MOTHER RUSSIA! [Matsu sullo sceneggiatore immigrato di Alan Wake]

Ma cos'è? È Alan Wake, ma è un videogioco? No, è uno spot sul Colorado. [Ziano su Alan Wake]

Io pensavo che Alan Wake fosse l'unico gioco minimamente interessante, che si sviluppasse tramite psicologia, pensiero. Questo tira fuori un fucile e spara ai fantasmi che fanno scintille. [Canoro su Alan Wake]

Facebook, Sky, Last.fm, Twitter. Ma se volevano sputtanare cosi l'azienda non potevano venderla a Nintendo? [Ziano sulla Microsoft]

Oddio ma era koggima quello? Ma è koggima, oddio che schifo è koggima. [Ziano su Kojima]

Ma quello è koggima? Sì, è una modella giapponese tisica ma senza le tette e la capacità estetica per esserlo. [Canoro su Kojima]

Oddio cos'è? Ma vedo un ninja, vedo un Gundam ma che cazzo è? [Canoro su Metal Gear Rising: Lighting Bolt Action]

Dal trailer non si capisce un cazzo di niente. Direi che koggima farà contenti i suoi fan anche questa volta. [Matsu su Metal Gear Rising]

Oddio, ma c'è il ragazzino che picchia Godzilla! [Ziano su project Natal]

Voglio scannerizzarmi il pene e farlo usare alla mia donna nel gioco di skate. «Ride my cock, bitch!» [Matsu su project Natal]

Io penso che se 'sta cosa funzionasse davvero il Wii lo prenderebbe in culo. [Canoro su project Natal]

Ma io penso che anche la sanità mentale lo prenderebbe nel culo. [Ziano su project Natal]

Quella ragazzina lo prenderebbe in culo, se passasse da queste parti. Varie volte. [Matsu sulla giovane di project Natal]

Ma tu pensa se invece di mettere “buona notte” come parola per chiudere la console, uno impostasse per sbaglio “porcodio”. Si spegnerebbe la console ogni 30 secondi. [Ziano sulla tecnologia voice recognition]

Pensa se si potesse tirare giù l'ultimo boss di Resident Evil 9 urlando: «Te devi da levaaaaaà». [Ziano sulla voice recognition]

Ma è un uomo degli anni Ottanta, e sopratutto perché si chiama Kudo Tsunoda ed è americanissimo? [Ziano su Kudo Tsunoda]

Minchia, pensa se ti stai tirando una sega con la 360 accesa e ti parte il menù in shuffle. [Ziano sul menu body scrolling]

È proprio necessario far entrare la tipa nel suo ano per creare un elefante psichedelico? [Ziano su paint]

No, è arrivato il Mulino. [Canoro su Molyneux]

Oh, il Mulino Stanco. Preparo gli antidepressivi. [Matsu su Molyneux]

Cazzo, è la prima volta che vedo il Mulino sorridere, è da 5 anni che non ride. [Canoro su Molyneux]

Perché ci sono i bambini? Cos'è, un simulatore di pederastia? Tu ci scherzi ma è possibilissimo, eh. [Canoro su Milo]

Che bello. Un gioco in cui interagisco con un moccioso. Vado al parchetto e non solo ci interagisco, lo meno pure. [Matsu su Milo]

Questa è la volta buona che arrestano Mulino in diretta. [Ziano su Molyneux]

Milo, a Billy Ballo piace questo elemento. [Ziano su Milo]

E questo a quale parte della Divina Commedia è ispirato? Alla parte in cui Dante diventa un ninja e tira giù mostri enormi a testate? [Canoro su Dante's Inferno]

Dovremo ricomprare le varie espansioni, fra cui quella per il sesso estremo in Alaska. [Ziano su The Sims 3]

Minchia, oh! Nintendissimo. [Ziano su Littlest Pet Shop: Friends]

C'è più figa qui che in tutta la conferenza Microsoft, eh. [Fulminato sulla presentazione con le bambine di Littlest Pet Shop: Friends]

Imparano a fare i segoni videogiocando, ma è malatissima come cosa. [Ziano su Littlest Pet Shop: Friends]

Il simulatore di sgualdrine viziate. [Dark Racoon su Charm Girl Club]

Gli elementi GDR in un gioco di guida? A che servono? Più levelli, più vai veloce… e tutto ciò ha un senso? È Need for Speed, non devo pensarci troppo.[Canoro su Need for Speed Shift]

Minchia, le sorelle Williams scopate da una bambina e una casalinga in menopausa. [Ziano su EA Sports]

Ci baitano coi modelli 3d davanti. [Ziano sugli spettatori di Fight Night Round 4]

Perché si è bloccato? Non riesce a bufferarti le tette della tipa? [Ziano sui problemi di streaming di Fulminato]

E chi CCAZZO è questo. [Canoro sull'annunciatore di The Saboteur]

Ma perché c'è Oppini che parla di Crysis 2? [Ziano su Oppini che parla di Crysis 2]

Il simulatore di Nigga. [Ziano su Sons of Guns]

Ma è Jacchan quello a destra! [Ziano sul presentatore di The Old Republic online)

Hanno rapinato una ventina di cappuccini, gli hanno tolto il cordone e c'han fatto le spade laser? [Dark Racoon sul gruppo di Star Wars]

Non è che in realtà è una donna ed è un transessuale? [Canoro sul presidente Ubisoft]

Ma è possibile che non abbiano i videogiochi, semplicemente? [Canoro su Cameron]

Avvisatemi quando smette di parlare ok? Se sono ancora sveglio… [dicussione su Cameron]

Ziano, tira fuori il Sandman, la pallina e stunnalo. [Fulminato su Cameron]

Ma gli americani stanno pure messi peggio, lì sono le due del pomeriggio e hanno appena mangiato, è una situazione d'abbiocco assurdo. [Canoro su Cameron]

Ma questo da dove è venuto fuori? È il produttore del gioco? Sì, ho capito, ma sembra l'incrocio fra un rabbino e un barbone. [Dark Racoon sul producer di Red Steel 2]

Dopo un po' si muore, anche. [Canoro sul video di Red Steel 2]

Ma c'è qualcosa di interessante in questa conferenza ? Che ne so, James Cameron che muore. [Dark Racoon sulla conferenza Ubisoft]

Ecco perchè non ci sono trentenni a presentare, sono tutti a fare stronzate sui palazzi. [Canoro sul trailer di Shaun White Snowboarding World Stage]

Anche Pelè? Ma a questo punto perché non portano l'industria del porno? È a tre metri. [Canoro su Pelè]

Ma cos'è, tipo un Second Life per sgualdrine viziate? [Ziano su Imagine]

Ma io non voglio la rivoluzione su un cazzo di programma di fitness per vecchie obese in menopuasa, voglio un videogioco. [Ziano sulla troia di colore]

L'utente medio di 'sta merda non entra in quella bolla. [Ziano su Your Shape]

Ma perché i nemici sono dei bambini nudi? [Ziano sul video di Rabbids go Home]

Ma te ricordi un action decente della Konami? Neo Contra! Lol. [Ziano sulla Konami]

L'insostenibile leggerezza del Wii


Potremmo parlare di E3, ma non lo faremo.
Tutto sommato la baracconata losangelina si tiene su attraverso le aspettative esagerate degli appassionati, le voci di corridoio a metà tra la burla e l'operazione di marketing e lo spirito di rivalsa su possessori di console concorrenti («sarà la migliore conferenza EVAH!!!!111!!»).
Concluse le campagne marketing spacciate per presentazioni, diremo la nostra. Siamo cazzari, ma cazzari genuini. Parlare di un probabile Mario Party o del prossimo Halochesicuroverràpresentato ci interessa poco o niente.

Piuttosto, ci ha incuriosito questa intervista, sorprendentemente sincera in un momento di follia come la vigilia dell'Electronic Entertainment Expo.
Danny Bilson, vicepresidente dello sviluppo creativo di THQ, ha parlato della percezione che uno sviluppatore può avere del Wii e le sue ripercussioni.

«Il peggior incubo per le terze parti è il Wii. È come una scatola di Monopoli nell'armadio. Ho Wii Sports e sono apposto così. Lo tiro fuori dall'armadio, chiamo a raccolta la famiglia, agitiamo i wiimote per qualche ora e siamo felici fino al mese prossimo in cui lo ritireremo fuori. Forse potrei comprare un gioco di Mario per il compleanno del piccolo.»

È quasi rinfrancante scoprire di non essere i soli a trovare il Wii una piattaforma trasformata in paradiso dei non-giocatori, nonostante le strombazzate degli ottusi filo-aziendali che nominano cinque (5) giochi all'anno per sottolineare la bontà del parco titoli dell'ammiraglia Nintendo. Cinque titoli che in genere o sono rimasti sul suolo giapponese o che, su una console dall'offerta più ricca, ti aspetteresti di trovare nel cesto delle offerte a nove Euro e novanta.

Pensate che quindi THQ smetterà di produrre titoli per il Wii?
Non avete capito la splendida evoluzione del mercato made in Nintendo.

«Ci tengo a precisare che continueremo a supportare il Wii. Pianifichiamo di dare il via allo sviluppo di altri altri giochi. Titoli per famiglie, casual, da "tutti sul divano". Credo fermamente in questa filosofia. Ora come ora non porteremo titoli hardcore sul Wii. Lo stavamo facendo, ma ci siamo fermati. Siamo una compagnia che non ama particolarmente i rischi. Vogliamo abbracciare i giocatori da Monopoli nell'armadio, abbiamo intenzione di nutrirli. Di portare questa gente a volere i nostri giochi, perché non sono quel tipo di giocatori che aspettano i prossimi grandi titoli e fanno preordini o roba del genere.»


Questa frase, per quelli svegli, spiega esattamente il motivo per il quale l'E3 continuerà a non valere un cazzo se non per poche persone. I giocatori da Monopoli se ne fregano, di 'sta monnezza.

Me l'ha detto mio cuggino



Siamo videogiocatori. Quindi, per definizione, imbecilli.
Se dovessimo spiegare la precedente frase con un solo aspetto del nostro hobby, sarebbe impossibile non indicare l'erotismo dei rumor.
Più che giocare, amiamo pensare a quali incredibili meraviglie videoludiche potremo possedere fra un anno. Anno in cui attenderemo con gola quello che ci aspetterà l'anno successivo.
Ad libitum.
È inevitabile destino, una corsa pazza e irrazionale verso l'ineffabile domani. Una sorta di futurismo per analfabeti e con meno cani multizampe.
I giornalisti e i tanti mitomani, incrostati come resti escrementizi sulla scena underground, hanno compreso questa dinamica. Dunque pasteggiano come obesi sulla ricca tavola delle voci di corridoio.
Anche il redattore di una rivista uzbeka di giochi per Gizmondo paventerà amicizie importanti, per esempio con l'amante passivo di un macellaio che è inciampato una volta sugli scalini della sede Activision.

Noi di Multifap ci siamo stancati di questi mistificatori, di questi venditori di aria fritta nel piscio di sogni proibiti, di questi ometti incapaci di mantenere almeno un punto dell'avvilita deontologia professionale.



Abbiamo perciò trovato il twitter di Jack Macello Jr, redattore della prestigiosa rivista «360 Playstation3 nel Wii», scovando ivi dei rumor terribilmente credibili.

Jack Macello l'abbiamo scoperto noi, noi rendiamo pubbliche le sue elucubrazioni, quindi siamo degli ottimi giornalisti.

A Satana piace questo elemento


Strani giorni. Viviamo strani giorni. Ecc.

Manifesto semiserio dell'integralismo videoludico





Punto primo
: il videogioco si chiama così e non, per esempio, Gino per la sua doppia natura: la sua componente ludica (parte attiva) viene visualizzata su uno schermo (parte passiva sincronica o semisincronica). Il bilanciamento fra le due parti deve essere concettualmente perfetto.
La preponderante presenza di uno di questi aspetti sull'altro trasforma il prodotto in qualcosa che non è un videogioco. Se trovate un prodotto del genere sugli scaffali dei videogames a sessanta euro, non fidatevi. Si tratterà o di un gioco di carte collezionabili o di un film nipponico di pessima qualità.
Punto secondo: il videogioco deve divertire. Non far riflettere, non concedere massime, non caricare l'onere di spiegare cosa sia la vita su uno scrittore o un regista fallito.
Divertimento puro, non annacquato da valutazioni intellettualistiche raffazzonate.
Se non diverte, il videogioco è solo una serie di immagini lampeggianti casuali. E di questi tempi, non fanno nemmeno venire l'epilessia [si spera che i giornali, dopo il classico turno dei pitbull, dei bulli e delle malattie virali come l'omoerotismo, torneranno sul tema].
Punto terzo: il videogioco, in quanto gioco, deve far divertire attraverso la componente attiva-partecipativa. Qualsiasi valutazione qualitativa che non concerna il divertimento provocato o è marginale o, più probabilmente, una gran cazzata.
Punto quarto: posto come accertato il punto terzo, la profondità di un titolo è direttamente proporzionale alla sua capacità di divertire per un lasso di tempo prolungato, appagando anche il giocatore che abbia già assorbito ogni meccanica principale.
Associare al videogioco la parola "profondità" per soli meriti narrativi, estetici o simbolici significa sfruttare metri di giudizio e apparati critici di altri media. Generalmente a casaccio.
Punto quinto: il videogioco non è arte.
Punto sesto: anche se ci fossero videogiochi astrattamente considerabili arte, la critica non sarebbe capace di spiegare il perché, mancando un apparato formale di valutazione.
Punto settimo: anche se esistesse astrattamente un apparato formale di valutazione e ci fossero videogiochi considerabili arte, come per altre forme espressive "basse", l'utente medio se ne sbatterebbe il cazzo.
Punto ottavo: l'utente medio deve sbattersene il cazzo, egli dovrebbe comprare un videogioco per il solo scopo di soddisfare i primi quattro punti.
Punto nono: il videogioco è una perdita di tempo. Cara. Alienante. Autoreferenziale. Diventa importante e una fonte di guadagno per pochi, pochissimi. E quelle persone sono dannate a considerare un hobby puramente superficiale qualcosa di terribilmente serio.
Corollario punto nono: il videogioco è masturbazione. Farlo da professionisti è come diventare attori nel porno. Sulla carta piace a tutti, ma nella pratica ben pochi lo fanno con convinzione. E ancora meno finiscono senza AIZ.
Punto decimo: se sottraendo il tempo che parlate di videogiochi al tempo che giocate davvero. il risultato è un numero negativo, c'è qualcosa di terribilmente sbagliato nel vostro approccio al medium.


Questo è un manifesto in divenire che necessita della vostra opinione e dei vostri suggerimenti. Perciò commentate, brutte merde. Se siete cagasotto timidoni, almeno mandate qualche indizio cifrato alla nostra mail o sul profilo facebook.

La vera falsa storia di Ping Pong II

Olof in una foto del 1995




La foto pubblicata su «Daily queer» ebbe un effetto catastrofico sulla carriera di Ping Pong: quel semplice ritratto di normale quiete domestica modificò ineluttabilmente l'immagine pubblica dell'atleta di origini cinesi.
Per molti non era più il campione della mitica Double Penetration, né il viveur accostato ai più affascinanti uomini di entrambe le coste degli Stati Uniti. Il sorriso che aveva stregato milioni di consumatori di Popper si era annacquato nella figura di un triste uomo posticcio, goffo, fuori moda e terribilmente bugiardo.
La DGW per tutto il 1994 mantenne sullo scandalo un basso profilo, i suoi uomini si asserragliarono dietro laconici "no comment" ogni volta che la carta stampata chiedeva loro un'opinione.

Ping Pong, che doveva gran parte delle sue fortune alla forte determinazione e alla mancanza patologica di senso del ridicolo, sperava e si aspettava la reazione morbida dall'organo amministrativo principe dei balli omo.
Un caso simile aveva colpito James "Evita" Munoz, leggenda dello Sculettamento Burlesque, a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta: fu immortalato durante la pausa estiva accanto a un grill con la barba incolta, un grembiule sporco di fuliggine con su scritto "Mi cucino le gallinelle" e una forchetta unta. Dopo qualche mese d'imbarazzo, lo scandalo si sgonfiò quando James vinse per la settima volta consecutiva il campionato di Elicottero con l'uccello.

Ping Pong sperava di potersela cavare come "Whirlwind Evita", ma non tenne conto di due particolari differenze rispetto allo storico campione messicano.
La prima differenza risiede in una fortunata convergenza: lo stile sporco e macho sarebbe diventato di moda pochi anni dopo nella comunità gay, tanto da far sembrare James Munoz il precursore di uno stile che tutt'ora conta moltissimi afecionados.
È la seconda differenza a essere però decisiva: un videogiocatore convinto non solo è iconograficamente etero, ma anche irrimediabilmente inappetibile. Né redimibile.

Nel settembre del 1994, nonostante le bordate di fischi del pubblico e l'asfissiante pressing dei giornalisti, Ping Pong arrivò primo alla maratona di Urletti Estasiati e Mossette Smaniose, mostrando la sua incredibile tenuta mentale e le sue sopraffini doti tecniche inverse.
Purtroppo, la vittoria non ebbe l'effetto sperato: molti atleti di quell'evento non si presentarono alla premiazione e il pubblico rispose con uno spaventoso silenzio agli incitamenti del vincitore.

Olof Silvestrov fu considerato la mente dietro la protesta.

Ballerino poco più che mediocre, sulla ribalta più per le sue evoluzioni sessuali in video amatoriali che per la sua carriera professionistica, Olof "il bello" era sempre stato la bandiera dell'integralismo omosessuale nelle discipline di ballo gay.
In quell'infausto giorno affermò davanti alle telecamere di Antenna Fluo: «Noi non siamo fenomeni da baraccone. Certo, ci vestiamo in maniera eccentrica e abbiamo comportamenti più che ambigui, ma meritiamo rispetto. Rispetto che Ping Pong non ci mostra, deridendoci con la sua evidente eterosessualità che maschera scimmiottandoci. Un topo fra elefanti. Io e molti altri atleti non vogliamo più condividere il palco con un mistificatore. Che il DGW scelga fra noi e un bugiardo».

La DGW minimizzò e Ping Pong si chiuse in un silenzio accorto, non volendo entrare in alcuna polemica.

Nel 1995, la drammatica svolta.

[continua…]

La vera falsa storia di Ping Pong

Il team finlandese di Disco Gay delle Olimpiadi rosa del 1993


Alla tenera età di quattordici anni, Ping Pong scoprì la sua vera vocazione professionale sbagliando porta ed entrando nel famoso locale gay Tacchi a spillo e Basette. Ping Pong era ed è tutt'ora eterossessuale, per quanto non praticante, e non ha particolare amore per la musica elettronica da ballo. Però si accorse, nel mimetizzarsi con gesti convulsi nella calca di giovani baffuti e piacenti, che riusciva a muoversi terribilmente male e senza la benché minima traccia di mascolinità.
Poteva voler dire soltanto una cosa: sarebbe diventato un atleta di Disco Gay.

Nel 1991 strappò il suo primo contratto da professionista con la Ufo Probe Sports, squadra di balli gay finanziata dall'omonima azienda di dildo anali. Si presentò solo ad alcuni eventi sul suolo nazionale, ma non riuscì a piazzarsi in modo dignitoso. Nonostante questo, alcuni critici avevano già notato in lui un potenziale interessantissimo.

Nel 1992 arrivò secondo al campionato americano di Toccarsi il capezzolo e si qualificò ai mondiali di Braccine all'aria mostrando il sedere, seppure sia stato sfortunatamente eliminato agli ottavi dal leader indiscusso della disciplina, Franz "il gibbone" Sturmtruppen.
Seppure finì la stagione a secco di trofei, la DGW, massimo organo sportivo delle discipline di danza omosessuale agonistica, premiò i suoi sforzi con il titolo di Madonna d'Oro 1992.

L'anno successivo fu praticamente perfetto per l'atleta sinoamericano e la sua fama divenne tale da essere conosciuto anche fuori dal circuito dei professionisti.
Strappò un'insperata medaglia d'argento alle Olimpiadi rosa di Philadelphia nella disciplina del Salto a piedi uniti agitando i pugnetti, lottando fino all'ultimo con colossi del calibro del cubano Misty Moreno, John "Suck it" Baines e Billy Idol.
Lo stesso anno riuscì, primo nella storia dello sport, ad aggiudicarsi il Double Penetration, cioè la vittoria nella stessa stagione dei prestigiosi Decathlon di ballo omo di Helsinki e Mykonos.

Ma i successi portarono le prime invidie. E le prime invidie portarono i primi scandali.
Dall'inizio della sua carriera agonistica, Ping Pong a più riprese affermò con orgoglio la sua identità omosessuale, diventando anche il testimonial della campagna di sensibilizzazione Anche fra le verdure ci sono i finocchi.
Può sembrare un grave errore l'ipocrisia di Ping Pong, ma a metà degli anni Novanta non era ancora accettata l'eterosessualità fra gli atleti e i pochi diversi venivano con pretestuose sanzioni disciplinari esclusi dal circuito internazionale.
All'inizio del 1994, la rivista «Daily queer» pubblicò in prima pagina la foto di un Ping Pong adolescente, colto sull'atto di leccare il collo a una prostituta dalle enormi tette. L'atleta smentì goffamente le accuse del giornale, affermando che in quella occasione stava soltanto annusando il profumo della lucciola, un distillato alla vaniglia che trovava assolutamente divino per il suo numero con il boa.
Ma un successivo articolo sullo stesso giornale, aperto con il tombale titolo ETERO!, conteneva un'immagine che mostrava inequivocabilmente le sue preferenze sessuali: Ping Pong era stato immortalato, seduto sulla poltrona del suo appartamento, mentre giocava a Fatal Fury Special con una birra in mano, per giunta ad alta gradazione alcolica.
Il «Daily queer» tuonò in seconda pagina: «Qualcuno potrebbe affermare che la foto sia decontestualizzata, ma oltre alla disgustosamente maschia birra, la scelta del gioco e della console dimostrano ampiamente i gusti sessuali di Ping Pong. Una persona regolarmente tesserata in discipline omo, più volte considerato il boyfriend di modelli e ballerini senza che abbia mai smentito. È così etero da non aver nemmeno usato l'icona gay Billy Kane, buttandosi su un banalmente etero Terry Bogart».

Questo, senza ombra di dubbio, fu l'inizio del declino di Ping Pong.


[continua…]

How do I blog life?

Oggi mi sono alzata triste, è sicuramente colpa dell'energia negativa della mia compagna di banco. Dovete sapere che sono una wiccah (hihihi). Purtroppo questa energia, che chiamerò "idiozia" per comodità, mi ha accompagnato per tutto il giorno (quanti puntini esclamativi ci vogliono per risultare sia analfabeta che mielosa?)!!!!

Mi trucco. MA NON VI SENTITE GIÀ SOVRASTATI DALLA MIA PROFONDA ESISTENZA????

Il trucco sbava, sbava e rimango basita. MIO DIO. Maledetta quella troia e la sua energia. Perché nessuno mi capisce?

Ho fame. Che bella sensazione, mi sento sempre più magra, ma in realtà sono grassa, obesa. Non riesco a suonarmi le costole come uno xilofono, esce solo un là appiccicaticcio. Vomito, quindi.

Ahahaha. Sono svenuta sul gabinetto, che scherzi mi tiri bulimia????

Oggi è giorno di spesa; prima tappa il panettiere!!!! Carico tutto il mio peso sulla porta scorrevole in vetro del negozio, finché una lurida obesa mi chiede: «Ce la fai, piccina?» e apre SENZA PROBLEMA ALCUNO il portone dell'inferno (perché nessuno mi capisce?)!!!! Obesa del cazzo.

Chiedo due grammi della farina sopra le rosette secche del giorno prima. Quel barbone fallito del panettiere mi risponde «bla bla bla non è possibile, prenda almeno una rosetta…». Stronzo, magari fossi secca come le tue rosette! Faccio per uscire, ma mi tocca aspettare che l'obesa la finisca con la sua inutilità e mi apra le colonne di fiamme. Stronza, non vedi che sono qui ad aspettare?

(Perché nessuno mi capisce???? Io sono speciale!!!!)

Uff, sono sfatta dalla fatica. Svengo sul letto per due-otto ore. Io me lo posso permettere; sono magra e speciale.

È arrivato il mio boy, Kevinuccio bello. Lui sa quanto sono speciale, infatti mi dice sempre che nel culo sono l'unica e la migliore. Lui fa il Pi.Erre per una discoteca che manco ve lo spiego. Vi dirò solo che una volta ha rifiutato un modello perché s'è permesso di usare il termine "anacronistico" nella sala vip. Frocio comunista, porta rispetto!!!!

Sono svenuta durante l'amore con il mio boy, ma sapete, non si può pronunciare "svenuta" senza "venuta". Ahahahah come sono simpatica, magra, obesa e speciale. Ora ho delle croste bianche sul naso e sulle ciglia. Stronzo. Non mi capisce nessuno. Anzi, troia maledetta e la sua energia negativa.

Vabbè, mi raglio due grammetti di bamba.Mia madre si permette di rispondere, le rompo un nano di gesso sulla gobba. La troia non mi capisce, io sono speciale, cazzo… e magra. Questa cazzo di energia negativa, domani l'ammazzo, la troia.
Prima di uscire per la seratona a base di KETA (babbo chi non la prova), scrivo una poesia:

Dolore, il pane
sono speciale, due grammi
il nano di gesso mi capisce
rotto sopra il mostro obeso
amatemi

CHE PERSONALITÀ PROFONDA! E mi interesso pure di cinofilia, quei vecchi film brutti che non capisco, però ora ho un velo di cultura che col cazzo che si sposta!
Devo uscire.
BACI BACI a tutti i miei fan di Gaia online, ma non alle troie obese, fate schifo, sfigate.
Bla bla bla, essendo tutto strettamente a tema videoludico… Beh, oggi ho giocato a Madworld, sì, carino, faccio cose.

Il videogioco sdoganato.


Eravate voi, brutte merde, che volevate sdoganare il videogioco. Voi, nelle vostre camerette buie ingolfate di console e schermi lucidi, picchiavate sulle vostre tastiere unte cercando di patinare il vostro hobby con una ridicola dignità universale.

Sognavate corsi di storia internazionale in cui parlare delle guerre termonucleari di Defcon, amiche del cuore che si scambiano diari e savegame di Jet Set Radio, preti che "fra un miserere e un'estrema unzione" ti scopano su DoDonPachi e madri che fanno scuocere la pasta perché troppo prese da un turtling ossesso su Street Fighter II X Turbo.

Volevate continuare a buttare via tempo con la vostra passione solitaria, alienante e bizzarra senza sentirvi però delle merde asociali e schifate. Non ci sarebbe nulla di strano in questa comune dialettica giovanile dell'inclusione-esclusione, se non fosse che nel vostro cruccio post-adolescenziale state toccando il nostro orticello.

Vogliamo tenerci questa passione malata per noi, come un segreto massonico che tutti conoscono ma che viene percepito come un problema altrui.
Noi sogniamo professori che parlino di proliferazione nucleare senza ownarci in lan, amiche del cuore che si scambiano diari e consigli su come fare un soffocone, preti che "fra un miserere e un'estrema unzione" toccano bambini e madri che non fanno scuocere la pasta perché la colla preferisci sniffarla la sera.
Videogiochi in teoria per molti, ma non per tutti e in fin dei conti per molto pochi.

Ma avete vinto voi.
Eccoli i giochi per tutti, cazzoni sognatori.
Come? Su TV Sorrisi e Canzoni: comode uscite settimanali in cui collezionare gli splendidi e imperdibili titoli della collana Giulia Passione e altra roba di egual caratura ludica.

Questo è come viene sdoganato, nel mass market, un medium che non è nato dalla massa, ma da stanze buie come la vostra.

Si dice che il punk sia morto nel momento stesso in cui è stato registrato un primo disco considerato "punk". Guess why.

Comunicazione di(s)servizio

Nonostante sembri il contrario, il terzo episodio di Multifap è in febbrile fase di lavorazione.
I due giovanotti scapicollati, dopo un anno di forzato silenzio, stanno lavorando alacremente per coprirsi nuovamente di ridicolo.

Nuovi sketch!
Nuove voci dialettali raffazzonate!
Blasfemità!
Ingiurie!
Microfoni che registrano inspiegabilmente a volumi da confessionale di una cattedrale!
Diffamazioni!
Chip damages!


Al più presto, miei cari amici, pubblicheremo la scaletta definitiva e una straziante testimonianza audio di un bimbo incagnito.



Multifap. Perché ritardare è bello, se non sei un ciclo mestruale.

Querele. L'hai preso u' caffè?


«Ah, se avessi una bacchetta magica vorrei trasformare tutto quello che tocco in scuole di pensiero...»

[Sogno un portavivande neo-platonico da anni]

Nigga stole my quote.

Che succede?

Matsu è morto? Forse sono io ad essere morto?

Bhuuuuuuuuu

Fantasmi che non scrivono su Multifap.

Forse torneremo. Forse.

Il mondo è crollato e l'hai saputo solo leggendo Metro.

Twin Peaks rivistato dai Jappanesi per l'oniricamente piatto mondo dei viggì.

Laura palmer era un alieno idrofobo.



Il male si rivolta, David Lynch sorride. Il cretino compra.

Trovato scorcentante reperto dentro il cadevere di un furry. Gay.

Disegno libero, di Daigo Ikeno.

Col Mouse ci Faccio le Bolle.

Cara Caccom USA.

Avete rimosso la parry, va bene.
Avete affidato il character design al cugino fisicamente incapacitato e invidioso di Akiman [vedi Daigo Ikeno], farò finta di nulla.
Non commenterò l'orrido fan service di Street Fighter II X, né la casualizzazione del genere.

Ma porcamadonna, non voglio vedere Ryu con le tette di Chun Li:


Ecco il link, solo per chi volesse farsi del male leggendo l'annuncio di Street fighter online.
Giocabile unicamente col mouse.

Un po' come pensare a una scopata godibile solo con l'orecchio.

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