È sempre lui, il nostro mito assoluto. Colui che è poiché esprime. La creatura più illuminata del Ventunesimo secolo, l'uomo che più di tutti incarna lo spirito dei tempi. Kojima. Hideo Kojima. Di idee in verità ne ha avute ben poche negli ultimi anni, ma probabilmente è una nostra triste impressione da mediocri occidentali. Ciò che è certo e ineluttabile è la sua lungimirante opinione sul futuro delle console, pensata probabilmente tra un Metal Gear coi cloni e un altro Metal Gear coi froci.
Il genio ha parlato: in un prossimo futuro, all'incirca quando robot rana ninja prenderanno il posto dei Corpi speciali, le console fisiche non esisteranno più e tutti potranno giocare a cosa vogliono in ogni luogo e in qualsiasi momento. Esempio pratico? Sto cagando un mattone da tre kg in bagno e ho già letto tutte le storie di un vecchio Topolino del 1994? Con la forza della mente posso rilassare l'ano contratto giocando ai videogiuochi! A tutti i videogiuochi che voglio, per la precisione. Come non si sa, però si potrà. Una sorta di nuova frontiera delle seghe mentali.
Sony, dal canto suo, ha risposto al geniaccio con una cosa tipo "che figo, bravo Koggima, speriamo di vederti sviluppare ancora per PleiStescion, ma apprezziamo un bordello la tua voglia di novità". Come a dire: "Brutto cretino, se hai modo di sfoggiare quella faccia da modella tisica in giro per il mondo devi ringraziare una console fisica. La nostra console fisica. Ora chetati e cerca di vendere Peace Walker, altrimenti la PSP la possiamo anche usare come supposta per dinosauri". O scendi il cane che te lo piscio, insomma...
Le console sono morte. Parola di Koggima
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Run fat hero run

Spero sia chiaro che i giuochi di ruolo nipponici mi facciano più schifo di una grandinata di pus surgelato. Più di una donna che molla una scorreggia in un palloncino e se la sniffa in un luogo pubblico. Più di un gruppo emocore che lascia l'emo e il core e si dà solo alla decolorazione dei lunghi ciuffi. Più di due leoni maschi scuoiati che si inchiappettano sul cofano della mia auto. Più delle press release, delle press conference, del pressapochismo che ne consegue. Più del gelato al pistacchio quando penso sia alla mela verde. Più dell'apostrofo al posto dell'accento in è o dell'accento al posto dell'apostrofo in po'. Più del Po. Più di un gruppo di tedeschi con le ciabatte e i calzini bianchi in piazza della Signoria. Più di un abbraccio di un lebbroso con l'aids in una fossa-comune-in-cui-cado-mentre-leggo-sotto-minaccia-un-testo-di-Moccia.
Eh.
Però quel bignami dei jrpg che risponde al nome di Synopsis Quest mi ha proprio conquistato. I venticinque minigiochi ivi contenuti riescono a smontare i cliché narrativi e strutturali del genere con tale bonario (e brillante) umorismo da far suscitare simpatia per il classico Eroe anche a un orco filo-occidentale come me.
Se avete cinque minuti per spippolare su un titoletto in flash, vi consiglio caldamente di dare un'occhiata qua.
Mi raccomando, salutate quella talpa di vostro padre.
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No connessione? No Assassin’s Creed 2!
In questi giorni UbiSoft è nell’occhio del ciclone. Per cosa? Per l’assurdo sistema di protezione di Assassin’s Creed 2 in formato PC, eccopercosa!
Dovete sapere, cari bimbi belli che ci leggete, che la casa francese (ridateci la gioconda, cit. il tizio delle suonerie) ha lanciato proprio la settimana scorsa AC 2 su PC. E finalmente, dopo ben quattro mesi di attesa. Ma l’attesa è stata ripagata, pensano i giocatori, ci sono anche due DLC gratis che su console sono a pagamento, pappappero.
Tutto bello? Sì, se non fosse che Assassin’s Creed 2 adotta un sistema di protezione ridicolo. Ma ridicolo forte. Ridicolo tipo che per giocare devi avere una connessione sempre attiva.
Essì, avete capito bene. Al primo avvio bisogna creare un accaunt su Ubi.com, e questo profilo viene usato per conservare tutto: salvataggi, statistiche e compagnia cantante. I dati risiedono sui server di UbiSoft, per questo è necessario essere connessi per giocare.
Per necessario intendiamo che bisogna SEMPRE avere una connessione attiva, altrimenti il gioco non parte. E se si disconnette la ADSL? In questo caso nell’attesa del cambio provider il gioco si blocca, fino a che la connessione non riparte. Geniale, davvero, si si.
A chi scrive è capitato di stare per diversi giorni senza connessione ADSL a causa di guasti tecnici (ma sarà capitato a tutti) e quindi? Non solo non si naviga, ma non si gioca neppure! Eccheccavolo!
Il problema è che i server UbiSoft non funzionano benissimo e in questi giorni hanno impedito a diverse persone di giocare correttamente, con crash frequenti e periodi di down più o meno lunghi.
E indovinate un po'? Chi ha piratato il gioco non ha avuto nessun problema, men che meno chi lo ha comprato su console…
Evviva il mercato piccì e lesue simpatiche protezioni!
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