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Metti un giorno, dopo pranzo…

Questa immagine è stata scelta casualmente su Google. Davvero.

iDav1de: Matsu, prima di tutto grazie per aver accettato di rilasciare un'intervista, nonostante i tuoi impegni super yeah. Ma bando alle ciance: preferisci i Fonzies o i tarocchi Flash della San Carlo?

Matsu: Ti ringrazio per la domanda, prima di tutto. Francamente nella mia lunga vita di redattore, non che ne voglia fare un merito, brutti mediocri, ho sempre trovato le Fonzies assai più gustose. Certo, non posso dirmi un'estimatore assoluto dei piccoli tumori gialli con il formaggio chimico sopra, ma se proprio debbo scegliere…

Una risposta molto interessante, ma direi di passare ad altro. Anche tu come tutti odi i commessi del Foot Locker?

Certamente. Ho sempre trovato che siano insopportabili. Loro e quella fissazione per la comodità dei miei piedi. Plantari, fantasmini, vernici su spugnette del cazzo, prodotti per la pulizia di fetenti scarpette cucite da bambini. Li Odio. Terrificanti feticisti.

Bene. Passiamo a un campo a noi più vicino, quello dei videogheims. Come nasce l'idea di un podcast come MultiFap?

Nasce precisamente dall'intenzione di confezionare un prodotto che rispondesse ai gusti di una certa utenza raffinata, capace di divertirsi con un brillante umorismo dal registro linguistico alto, quasi aulico. Passati i primi tre anni, con orgoglio ci siamo accorti di avere assolutamente soddisfatto tale utenza. Utenza formata da me e Canoro, per onor di cronaca.

Scommetto che l'utenza tipica di MultiFap odia Gamestop, giusto?

L'utenza tipica di Multifap non compra giochi, in genere. Ne parla soltanto. Trattandosi di un hobby privo di una qualsivoglia voce autorevole, anche la parola di un gretto babbeo con la competenza di un agricoltore del basso lombardo ha un suo peso. Perciò diciamo che Gamestop viene odiato, sì. Non solo perché sono dei miserabili ladri di centesimi che nemmeno gli zingari più zingari oserebbero, ma anche perché spacciano videogiochi; essendo quest'ultimi in teoria il motore primario di una discussione e volendo di converso tutti esporre la propria opinione rimanendo nella più candida e inadulterata ignoranza, ne consegue che Gamestop è il nemico.

Mi sento di condividere questa risposta, e mi sento anche di procedere con una domanda scottante: Pepsi o Coca Cola?

È una domanda assai scomoda di questi tempi. Pare che le sventure di Saviano non coincidano con l'inizio della sua coraggiosa opera di denuncia contro le mafie, bensì da una parola di troppo davanti a un distributore di Coca Cola a Casal di Principe. Io ho una mia risposta, ma non me la sento di iniziare a girare così giovane con la scorta.

Rispetto la tua scelta e passo a una nuova domanda. È noto l'odio di MultiFap (e dei suoi redattori) per personaggi di spicco del mondo videoludico come Hideo Kojima e Peter Molyneux, due geni invece molto amati, specialmente il primo. Come mai questo odio feroce verso i due personaggi in questione e verso gli altri non citati nella domanda, che comunque conosciamo tutti?

Principalmente perché sono dei minchia incapaci. Essendo anche noi dei minchia incapaci, credo sia naturale e fisiologica una buona dose di acredine fra concorrenti. Acredine contraccambiata, vorrei far notare. Basti vedere la grassona che ti vende mappe in Fable II: è CHIARAMENTE un attacco diretto, quasi da toghe rosse, a una figura pubblica come Canoro.

Avevo notato anche io questo attacco diretto, in effetti. Nuova domanda, altro argomento. Recentemente colui che sta intervistando colei è entrato a far parte della scuderia di MultiFap, pur capendo poco e niente. Come è nata la scelta di ampliare l'organico?

È nata essenzialmente dalla necessità di ampliare il numero di interventi nel sito, oltre che a rendere il podcast qualcosa di un po' meno simile a un incontro fra due figuri colpiti da coprolalia cronica. Certo, curiosamente gli interventi scritti sono diventati anche meno frequenti e abbiamo financo infilato una gaia bestemmia nell'ultimo show, ma non temo di esser smentito a considerarle sottigliezze su cui non soffermarsi.
Piuttosto, farei notare come il tasso di "c" aspirate e riferimenti alla vita privata sia aumentato esponenzialmente, aspetto che ci rende invero fieri della scelta fatta.

Direi che la nostra chiaccherata può terminare qui, altrimenti l'intervento diventa troppo lungo e rischiamo di perdere i pochi lettori che ci seguono. Lascia a te l'onore di salutare i nostri fans, ti ringrazio per il tempo dedicatomi/ci/vi/ti.

Grazie per il tempo concessomi nel mio stesso blog e voglio salutare tutti, ricordando loro di continuare ad ascoltarci e a leggerci.
Ah, a proposito di leggere: vi voglio incitare ad acquistare il libro di Franco Legni intitolato Due di Briscola, opera prima di un mio carissimo autore che sta spopolando fra i più giovani.
Ovviamente è un consiglio spassionato, non vorrei che crediate che questa intervista sia solo una marchetta al libro di cui sto curando la seconda edizione. Sia mai!

Ti ringrazio per il consiglio editoriale, chiudo non salutando, ma ricordando a tutti che lunedì iniziano i playoff NBA. Ciao!


Questa cazzata ve la spieghiamo mercoledì. Potreste pensare che sia senza senso. E invece! Ah, che mondi si apriranno davanti ai vostri stanchi occhi!

Run fat hero run


Spero sia chiaro che i giuochi di ruolo nipponici mi facciano più schifo di una grandinata di pus surgelato. Più di una donna che molla una scorreggia in un palloncino e se la sniffa in un luogo pubblico. Più di un gruppo emocore che lascia l'emo e il core e si dà solo alla decolorazione dei lunghi ciuffi. Più di due leoni maschi scuoiati che si inchiappettano sul cofano della mia auto. Più delle press release, delle press conference, del pressapochismo che ne consegue. Più del gelato al pistacchio quando penso sia alla mela verde. Più dell'apostrofo al posto dell'accento in è o dell'accento al posto dell'apostrofo in po'. Più del Po. Più di un gruppo di tedeschi con le ciabatte e i calzini bianchi in piazza della Signoria. Più di un abbraccio di un lebbroso con l'aids in una fossa-comune-in-cui-cado-mentre-leggo-sotto-minaccia-un-testo-di-Moccia.

Eh.

Però quel bignami dei jrpg che risponde al nome di Synopsis Quest mi ha proprio conquistato. I venticinque minigiochi ivi contenuti riescono a smontare i cliché narrativi e strutturali del genere con tale bonario (e brillante) umorismo da far suscitare simpatia per il classico Eroe anche a un orco filo-occidentale come me.

Se avete cinque minuti per spippolare su un titoletto in flash, vi consiglio caldamente di dare un'occhiata qua.

Mi raccomando, salutate quella talpa di vostro padre.

Multifap #5 Out Now!

La quinta puntata di Multifap è finalmente pronta. Incredibile a dirsi, nevvero?
Un mese e mezzo di registrazioni, bestemmie, problemi tecnici di registrazione, problemi di bestemmie con i tecnici, registrazioni di tecnici.
Tutto questo sudore e sangue per venticinque minuti di sputazzi su microfono, gracchianti tracce vocali e consonanti folcloristicamente masticate a casaccio.

Insomma, la vostra classica e accogliente puntata di Multifap vecchia scuola.



  • Designers trombati dal destino. I nomi? La cacca
  • La scuola elementare per bambini speciali
  • Un'ora e mezzo di riflessioni in una freddura
  • Oltre lo stipendio il nulla: il game designer
  • Recensione in un fiato: Spore
  • Nessuna scena extra, per carità
  • Nessuna scena extra extra, ci mancherebbe, perdiana

Potete ascoltarlo sempre da quello schifo di player-bottone sulla destra, abbonandovi sulla puttana musicale o scaricando la puntata da Mevio.

Perché la Square Enix non paga me per la promozione?

Non è una pubblicità più convincente, professionale e sincera della merda che gira ora su FFXIII?
Io dico di sì.
E non vi linko un bel niente perché ho la fatica dentro.

Fox vs. Rot: sangue, cartucce e Pet Shop Boys

Fox che sfida impavido la sorte, pronto alla pugna. Ho detto "pugna", sì.


Questo, più che una sfida, è il fortunoso intrecciarsi di due storie.

La prima, quella di Fox. Fox è un mio amico. Amico amico, non quelli che chiami amici per non far sapere che ti piace il pupparuolo. Non tutti voi bambini sapete che la passione di Fox per il collezionismo è nata relativamente tardi, folgorato dalla marziale e perfetta colonna di giochi sullo scaffale di un amico. A Ferrara, davanti all'ennesima birra, mi disse: «Non era affascinato tanto dall'idea di possedere quei giochi, quanto di poterli sistemare e mostrare con quella stessa pulizia e precisione».
Fox non solo ha ampiamente battuto il suo amico di infanzia, ma ora ha una delle collezioni di videogiochi più sontuose in Italia. Non tanto per la quantità, ma per la sorprendente qualità. Alcuni suoi cimeli sono così rari da far gola anche a psicopatici con molti più anni di acquisti compulsivi alle spalle.

La seconda storia è quella di Rot, un collezionista Neo Geo piuttosto conosciuto nell'ambiente degli appassionati della console SNK. Qui, onde evitare patetiche battute razziste, lo abbiamo sempre chiamato Ping Pong. Il sinoamericano non è famoso solo per la sua collezione piuttosto nutrita di titoli AES, ma anche per i filmati idioti che posta su Photobucket ogni volta che acquista qualche pezzo da novanta.
Casualmente Ziano mi passò un suo video per farmi ridacchiare e ne rimasi piuttosto sorpreso. Questo goliardico quarantenne, fieramente in mutande, si copriva di ridicolo con una tale autoironia da non sembrare nemmeno (troppo) patetico. Caricai il filmato su Youtube, con il solo scopo di inserirlo in questo mondezzaio, e subito dopo me ne scordai, convinto che rimanesse nell'anonimato, come tanta altra roba ben più meritevole.
Tutto a un tratto, per puro passaparola, le visite al video schizzarono alle stelle e il prode Rot si è trovato addirittura immortalato in una televisione via cavo americana, sempre con le sue fidate mutande nere.


Cosa congiunge queste due storie? Il Neo Geo, ovviamente. Sì, proprio quel bel pezzettone di pura plastica nipponica che stregò chiunque si accontentasse a quei tempi del proprio Megadrive o Super Nintendo. Perché Fox, non contento di avere da solo il 75% dei Dreamcast venduti sul suolo italico, si è buttato a pesce nel mondo del collezionismo SNK.

Non pago, ha deciso di sfidare Rot nella sua zona di caccia. Non solo ha intenzione di battere qualitativamente la sua collezione di titoli Neo Geo, ma anche di sbeffeggiarlo con una danza gaia ancora più complessa ed espressivamente potente.

Io, giudice designato, pongo i termini della sfida:

  • Fox dovrà mostrare gli stessi titoli rari del filmato presente in questo mio intervento, aggiungendo possibilmente altro materiale che Rot non pare possedere.
  • Fox dovrà registrare un filmato in cui, mostrando la suddetta collezione, ballerà sculettando in modo assai ambiguo.
  • Il filmato dovrà essere reso pubblico su Youtube entro il primo Settembre dell'anno 2010.
  • Il suo gaio dimenarsi verrà spammato su qualsiasi piattaforma di social networking conosciuta, oltre ad apparire come video di risposta a quello di Rot.
  • In caso di fallimento di uno dei primi quattro punti, Fox dovrà subire una terribile umiliazione, scelta dal giudice al momento del verdetto.



Voi, lettori di Multifap, siate dunque testimoni di questa impresa e facciate un enorme in bocca al lupo al piccolo, tenero, Fox.

Recensione in un fiato (patetico escamotaggio per non scrivere)



Abbiamo cinquanta minuti di registrazione per la prossima puntata di Multifap. Avessi un team di orientali sottopagati, utili per editare con perizia tale mole di merda audio spalmata su quattro tracce, sarei assai riposato e pronto per un pezzo lungo e gagliardo sull'iPad.
Visto che non possiedo nessun team di orientali, né di qualsiasi altra etnia che mi conceda lavoro in cambio della materiale sopravvivenza, vi dovrete puppare una dalle mie fantasiosamente piatte recensioni in un fiato.
Ecco a voi la minimicroreview di Dragon Age: Origins.



Poi non dite che il Governo non fa niente contro l'immigrazione clandestina.

Eutanasia videoludica parte seconda: Final Fight

Ah, che ricordi.
Le vecchie sale giochi italiane, paradisi elettronici tanto cari a chiunque abbia vissuto, nelle piene facoltà mentali, gli anni Novanta. Sigarette abbandonate a bruciar plastica di cabinati, fumo appestante, pestanti bulli, incessante sferragliare di macchinette, coltellate casual e puzzo hardcore. Il Vietnam a pochi passi da casa, insomma, con la brutta differenza di non contenere una quantità sufficiente di amore lungo lungo.
Noi pargoli dell'era più fessa del Novecento sopportavamo tale condensazione d'ignoranza per non più di un paio di motivi. Il primo, certamente più influente su di me, era Final Fight.
Non saprei come descrivere l'amore che riversavo su quel cabinato ogni volta che mi era concesso di trovarlo libero, privo di inquietanti macchie e con la fessura per i gettoni funzionante. Posso solo confessare che per molti anni il titolo Capcom è stato in assoluto la pietra di paragone per qualsiasi beat 'em up giocassi. Cadillacs and Dinosaurs era il "Final Fight con i dinosauri", The Punisher il "Final Fight della Marvel", Burning Fight il "Final Fight con Hulk Hogan". Già. Fin da bamboccio traspariva la mia grande capacità di sintesi critica, pari a quella di tanti giornalisti specializzati.
I due seguiti su SNES non furono poi così malaccio, considerando l'orrore che suscitava il primo nella sua versione casalinga. Ho scritto che non furono malaccio, certo, ma i più saggi già subodoravano la sofferenza di un titolo che non meritava l'infamia di diventare una serie.
Dopo un mediocre picchiaduro a incontri in tre dimensioni, le speranze che Haggar e soci fossero lasciati dalla spremibrand Capcom a godersi la pensione, con giusto qualche comparsata alla Renato Zero, sembravano fortunatamente alte.

Sembravano.
Poi, senza nemmeno una chiamata per avvertire, ecco spuntare Final Fight Streetwise.
Io sono ignorante, non capisco un cazzo di game design e ho grossi problemi a scrivere “li” al posto di “gli” quando serve. Però, dovessi produrre un seguito di Final Fight, seguirei questi semplici comandamenti:

  • Fai sviluppare il gioco a uno studio interno che abbia esperienza nel genere.
  • Nel caso siano necessari tagli in un periodo di crisi, non far sapere allo studio che chiuderanno i battenti appena il titolo raggiungerà gli scaffali.
  • Per quanto le meccaniche di Final Fight possano sembrare vetuste, mantieni lo stesso spirito che le muoveva.
  • Evita FMV beceri per un titolo che dovrebbe avere almeno un vago sapore arcade retrò.
  • Final Fight è la fiera dei BBBUGNI senza chiacchiere. Non far scrivere uno straccio di storia. Mai.
  • Nell'ottantanove, il capostipite della serie era tecnicamente uno dei giochi più clamorosi si fossero mai visti. Cerca di fare altrettanto.
  • Se a qualcuno del team viene l'idea di un'ambientazione Free Roaming, mandalo di fretta da un oncologo per fissare una TAC al cervello.
  • La gente vuole giocare con Haggar, Cody e Guy. Del resto, solo un cercopiteco userebbe un bamboccio qualsiasi. Che ne so, il fratello di Cody.
  • Final Fight è colorato. Il seguito di Final Fight deve essere colorato.
  • I minigiochi sono il male, mai usarli. Se il gioco è corto, corto rimane.
  • I QTE sono il male, mai usarli. Se il gioco è corto, corto rimane.
  • Proponi come extra una versione perfettamente fedele all'arcade del primo Final Fight, non uno schifo che lagga su una macchina del 2000.

Capcom però se n'è fottuta di questi comandamenti e anche del semplice buon senso, cagando fuori uno dei più grassi agglomerati di cloaca digitale mai odorati nella storia del medium. Streetwise non è solo un brutto gioco basato su Final Fight, è un brutto gioco in generale. Un offesa ai fan, alle sale giochi puzzolenti e financo alle vietnamite con tanta voglia.

Segnali di accanimento terapeutico:


Lo vogliamo ricordare così:

Impressioni di E3 vol. 2

Oddio, la pensionata è arrivata. [Canoro su Cammie Dunaway]

Ma è la versione ancora più triste di Sarah Ferguson. [Ziano su Cammie Dunaway]

Sembra che mi stia raccontando dei sumeri e della Mezzaluna Fertile, è fantastico, perché lei c'era. [Canoro sul discorso di Cammie Dunaway]

Ma nemmeno un fanvideo di Gametrailers fa così pena. [Canoro sul trailer pieno di Mario]

«Quarta dimensione.» Che tristezza, che tristezza, ma non si vergognano? Come la ps3. [Canoro sull'intervento di Cammie Dunaway]

Perché quella faccia seriosa? Stai parlando di uno stereotipo idiota! [Canoro sul discorso su Mario di Cammie Dunaway]

Bello, hanno fatto l'arcobaleno. Manca solo un uomo di colore. [Canoro sul gruppetto che gioca a New Super Mario Bros. Wii]

«Ma non possono vendere 'sta roba su Wii» «Hanno venduto pure la merda su Wii» «Sì, ma un po' di onestà intellettuale.» «È la Nintendo. Quale onestà intellettuale.» [Dialogo di Canoro e Ziano su New Super Mario Bros. Wii]

Ma perché ci sono Mario e company vestiti come i Teletubbies? [Ziano su New Super Mario Bros. Wii]

Eccola è tornata, maledetta vacca. [Canoro su Cammie Dunaway]

Ma ti rendi conto che questa potrebbe essere mia madre? E sta parlando con la faccia seriosa di uno stupido stereotipo italiano, oh! [Canoro su Cammie Dunaway]

Gamespot.com. Cazzo, sono i subliminali? [Canoro su gamespot.com in sovraimpressione]

Ha questo ritmo di parlare lento, come se stesse parlando a dei bambini di due anni. «Adesso prendiamo la meeeeeeeeeeeeeeeeeeela, dove mettiamo la meeeeeeeeeeeeeeeeeeeela?» [Canoro su Cammie Dunaway]

Wii Fit e Motion Plus. Ma siamo all'E3 dell'anno scorso? [Matsu sulla conferenza]

Potrebbe andare peggio, ci potrebbe essere tua nonna, eh. Potrebbero mettercela per puntare alle vecchie scorreggione ottuagenarie puzzolenti. [Canoro sulla conferenza]

Questo vince come filmato più noioso del mondo. Se cagavo in un vassoio e lo fissavo per dieci minuti mi sentivo più intrattenuto. [Matsu sul trailer di Wii Sports Resort]

«Guarda quanto siamo bravi, guarda quanto abbiamo venduto agli obesi!» [Matsu sulla conferenza]

Culate su funghi numerati. Questa è la Nintendo Difference. [Matsu su Wii Sports Resort]

Guarda il gorillino, questo vendeva macchine e pizze fino a 2 giorni fa, non sa nemmeno cos'è un videogioco. [Canoro su Reggie Fils-Aime]

Ci fa vedere come buttarsi da un aeroplano. Mi ha letto nella mente. Solo pensavo senza paracadute. [Matsu su Wii Sports Resort]

Ma cosa sta dicendo? Niente. È inutilmente ampolloso e noioso, chi gliel'ha scritto il discorso? Sono dei cani. [Canoro su Reggie Fils-Aime]

Reggie. Cristo. Basta. Finisci la tua trasformazione in gorilla e vai a lanciare due barili in Colombia. [Matsu su Reggie Fils-Aime]

Cinque giochi che usano una periferica aggiuntiva Nintendo? È un nuovo record nella sua storia. [Matsu sul wiimote plus]

«Perché c'è gente bendata? È una moda per ritardati?» «Ziano, è un gioco con Paperino e Pippo, e poi ci sono gli androgini della Square, non fare 'ste domande.» [Conversazione fra Canoro e Ziano su Kingdom Hearts 358/2 Days]

Come si può creare qualcosa di emotivamente interessante con Topolino uscito da un video dei My Chemical Romance è un mistero. [Matsu su Kingdom Hearts 358/2 Days]

Ma sono dentro Bowser? Sempre pensato che Mario e Luigi fossero supposte. [Matsu su Mario and Luigi: Bowser Inside Story]

Nemmeno i Power Ranger sono cosi squallidi. [Ziano su Bowser che cresce]

Noia. Noia. Noia. Noia. Noia. Noia. Ho detto Noia? Intendevo "morite tutti". [Matsu sulla conferenza]

Minchia, Golden Sun. Ritorna! Figa, è un herpes. [Canoro su Golden Sun]

Golden Sun? Sul serio? Golden Sun? Ma ti rendi conto?... Che cazzo è Golden Sun? [Matsu sul quinto Golden Sun]

Mamma mia che titolo di terza categoria, è un Harmony. [Canoro su Women's Murder Club]

Tra l'altro nome fantasiosissimo. [Canoro su C.O.P.]

Mamma mia che ritmo questa conferenza. Mozart, impara. [Matsu sulla conferenza]

Crea la tua boutique personale, e poi fai i bocchini nei camerini. [Ziano su Style Savvy]

«DS: qualcosa per tutti.» Per tutti quelli che hanno problemi d'identità sessuale. [Matsu sulla conferenza]

Hanno inventato l'editor. [Fulminato sul DSi]

Avevamo bisogno del DS per fare le gif, vero? [Canoro sulle animazioni del DSi]

Ma adesso arriva Miyamoto? No, è quello basso che non riesce a parlare. [Canoro su Iwata]

È l'Al Bano giapponese. [Ziano su Iwata]

Iwata, che bello. Me lo porterei a casa e lo vestirei da Napoleone. [Matsu su Iwata]

È una copia dell'apparecchio di scientology. [Canoro sul Vitality sensor]

È inutile che ripeti: «Vitality sensor!!!». È un apparecchio per la pressione. [Canoro sul Vitality sensor]

Devil Maytroid [Ziano su Metroid: Other M]

Ora per rinnovare la serie ci mettono anche qua Yoshi. Solo con le tette perché è Tecmo. [Canoro su Metroid: Other M]

Impressioni di E3

Starr ci ha assicurato abbia una grafica bellissima. Mi fido. Come della buona fede di Yoko Ono ai tempi. [Matsu su The Beatles Rockband]

Puzza di pubblicità Wii per la balance board, solo che i nigga, gli ispanici e le donnette sono skater. [Matsu su Tony Hawk Ride]

Ma perchè sparano da negri? [Canoro su Modern Warfare 2]

Si sono appena bruciati un quinto del gioco, visto quando durava il singolo del primo. [Matsu su Modern Warfare 2]

Primavera del 2010 in US. Sento i peli del culo eccitati. [Matsu su Final Fantasy XIII]

Voglio la maglietta di Cliffy su xbla. [Matsu su Shadow Complex]

Sono così contento mi è venuta una prolassi rettale. [Matsu su Joy Ride]

Un negro blues che parla di zombie. Left 4 Dead 2 Nigga version in New Orleans.[Matsu su Left 4 Dead 2]

Il miglior modo per presentare un gioco è far vedere il protagonista percuotere per 15 minuti un afroamericano. [Canoro su Splinter Cell Conviction]

«Meno stealth, direi predatoriale.» Oh, mi piaceva più la versione con Batman. [Matsu su Splinter Cell Conviction]

Ma il presentatore ha 50 anni ed è stempiato, è come se tuo padre ti stilasse la lista dei drop di Guild Wars. [Canoro su John Schappert, il Magalli americano]

Non c'è niente di meglio per mostrare un gioco di guida che cozzare e ribaltarsi con l'auto dopo dieci secondi. Mandateli in un gulag a sciogliere a mani nude la neve. [Matsu su Forza Motorsport 3]

Ma c'è qualcuno a questo mondo che non sia un Pro Skater? [Canoro sul trailer di Forza Motorsport 3]

Ma quello là è Viggo Mortensen ne La promessa dell'assassino. MOTHER RUSSIA! [Matsu sullo sceneggiatore immigrato di Alan Wake]

Ma cos'è? È Alan Wake, ma è un videogioco? No, è uno spot sul Colorado. [Ziano su Alan Wake]

Io pensavo che Alan Wake fosse l'unico gioco minimamente interessante, che si sviluppasse tramite psicologia, pensiero. Questo tira fuori un fucile e spara ai fantasmi che fanno scintille. [Canoro su Alan Wake]

Facebook, Sky, Last.fm, Twitter. Ma se volevano sputtanare cosi l'azienda non potevano venderla a Nintendo? [Ziano sulla Microsoft]

Oddio ma era koggima quello? Ma è koggima, oddio che schifo è koggima. [Ziano su Kojima]

Ma quello è koggima? Sì, è una modella giapponese tisica ma senza le tette e la capacità estetica per esserlo. [Canoro su Kojima]

Oddio cos'è? Ma vedo un ninja, vedo un Gundam ma che cazzo è? [Canoro su Metal Gear Rising: Lighting Bolt Action]

Dal trailer non si capisce un cazzo di niente. Direi che koggima farà contenti i suoi fan anche questa volta. [Matsu su Metal Gear Rising]

Oddio, ma c'è il ragazzino che picchia Godzilla! [Ziano su project Natal]

Voglio scannerizzarmi il pene e farlo usare alla mia donna nel gioco di skate. «Ride my cock, bitch!» [Matsu su project Natal]

Io penso che se 'sta cosa funzionasse davvero il Wii lo prenderebbe in culo. [Canoro su project Natal]

Ma io penso che anche la sanità mentale lo prenderebbe nel culo. [Ziano su project Natal]

Quella ragazzina lo prenderebbe in culo, se passasse da queste parti. Varie volte. [Matsu sulla giovane di project Natal]

Ma tu pensa se invece di mettere “buona notte” come parola per chiudere la console, uno impostasse per sbaglio “porcodio”. Si spegnerebbe la console ogni 30 secondi. [Ziano sulla tecnologia voice recognition]

Pensa se si potesse tirare giù l'ultimo boss di Resident Evil 9 urlando: «Te devi da levaaaaaà». [Ziano sulla voice recognition]

Ma è un uomo degli anni Ottanta, e sopratutto perché si chiama Kudo Tsunoda ed è americanissimo? [Ziano su Kudo Tsunoda]

Minchia, pensa se ti stai tirando una sega con la 360 accesa e ti parte il menù in shuffle. [Ziano sul menu body scrolling]

È proprio necessario far entrare la tipa nel suo ano per creare un elefante psichedelico? [Ziano su paint]

No, è arrivato il Mulino. [Canoro su Molyneux]

Oh, il Mulino Stanco. Preparo gli antidepressivi. [Matsu su Molyneux]

Cazzo, è la prima volta che vedo il Mulino sorridere, è da 5 anni che non ride. [Canoro su Molyneux]

Perché ci sono i bambini? Cos'è, un simulatore di pederastia? Tu ci scherzi ma è possibilissimo, eh. [Canoro su Milo]

Che bello. Un gioco in cui interagisco con un moccioso. Vado al parchetto e non solo ci interagisco, lo meno pure. [Matsu su Milo]

Questa è la volta buona che arrestano Mulino in diretta. [Ziano su Molyneux]

Milo, a Billy Ballo piace questo elemento. [Ziano su Milo]

E questo a quale parte della Divina Commedia è ispirato? Alla parte in cui Dante diventa un ninja e tira giù mostri enormi a testate? [Canoro su Dante's Inferno]

Dovremo ricomprare le varie espansioni, fra cui quella per il sesso estremo in Alaska. [Ziano su The Sims 3]

Minchia, oh! Nintendissimo. [Ziano su Littlest Pet Shop: Friends]

C'è più figa qui che in tutta la conferenza Microsoft, eh. [Fulminato sulla presentazione con le bambine di Littlest Pet Shop: Friends]

Imparano a fare i segoni videogiocando, ma è malatissima come cosa. [Ziano su Littlest Pet Shop: Friends]

Il simulatore di sgualdrine viziate. [Dark Racoon su Charm Girl Club]

Gli elementi GDR in un gioco di guida? A che servono? Più levelli, più vai veloce… e tutto ciò ha un senso? È Need for Speed, non devo pensarci troppo.[Canoro su Need for Speed Shift]

Minchia, le sorelle Williams scopate da una bambina e una casalinga in menopausa. [Ziano su EA Sports]

Ci baitano coi modelli 3d davanti. [Ziano sugli spettatori di Fight Night Round 4]

Perché si è bloccato? Non riesce a bufferarti le tette della tipa? [Ziano sui problemi di streaming di Fulminato]

E chi CCAZZO è questo. [Canoro sull'annunciatore di The Saboteur]

Ma perché c'è Oppini che parla di Crysis 2? [Ziano su Oppini che parla di Crysis 2]

Il simulatore di Nigga. [Ziano su Sons of Guns]

Ma è Jacchan quello a destra! [Ziano sul presentatore di The Old Republic online)

Hanno rapinato una ventina di cappuccini, gli hanno tolto il cordone e c'han fatto le spade laser? [Dark Racoon sul gruppo di Star Wars]

Non è che in realtà è una donna ed è un transessuale? [Canoro sul presidente Ubisoft]

Ma è possibile che non abbiano i videogiochi, semplicemente? [Canoro su Cameron]

Avvisatemi quando smette di parlare ok? Se sono ancora sveglio… [dicussione su Cameron]

Ziano, tira fuori il Sandman, la pallina e stunnalo. [Fulminato su Cameron]

Ma gli americani stanno pure messi peggio, lì sono le due del pomeriggio e hanno appena mangiato, è una situazione d'abbiocco assurdo. [Canoro su Cameron]

Ma questo da dove è venuto fuori? È il produttore del gioco? Sì, ho capito, ma sembra l'incrocio fra un rabbino e un barbone. [Dark Racoon sul producer di Red Steel 2]

Dopo un po' si muore, anche. [Canoro sul video di Red Steel 2]

Ma c'è qualcosa di interessante in questa conferenza ? Che ne so, James Cameron che muore. [Dark Racoon sulla conferenza Ubisoft]

Ecco perchè non ci sono trentenni a presentare, sono tutti a fare stronzate sui palazzi. [Canoro sul trailer di Shaun White Snowboarding World Stage]

Anche Pelè? Ma a questo punto perché non portano l'industria del porno? È a tre metri. [Canoro su Pelè]

Ma cos'è, tipo un Second Life per sgualdrine viziate? [Ziano su Imagine]

Ma io non voglio la rivoluzione su un cazzo di programma di fitness per vecchie obese in menopuasa, voglio un videogioco. [Ziano sulla troia di colore]

L'utente medio di 'sta merda non entra in quella bolla. [Ziano su Your Shape]

Ma perché i nemici sono dei bambini nudi? [Ziano sul video di Rabbids go Home]

Ma te ricordi un action decente della Konami? Neo Contra! Lol. [Ziano sulla Konami]

Intervento estemporaneo II

Canoro scrive:
*asd
*Kojima: Il tema ricorrente è la perdita. La perdita dei vari Metal gear o la perdita del senso della morte.
*stessa cosa
*"Dove ho parcheggiato il Rex? Mi sento morire."

Siamo brillanti anche su programmi di messaggeria istantanea. Ma non quanto Coggima che è, come ben sapete, il Mondo.

Me l'ha detto mio cuggino



Siamo videogiocatori. Quindi, per definizione, imbecilli.
Se dovessimo spiegare la precedente frase con un solo aspetto del nostro hobby, sarebbe impossibile non indicare l'erotismo dei rumor.
Più che giocare, amiamo pensare a quali incredibili meraviglie videoludiche potremo possedere fra un anno. Anno in cui attenderemo con gola quello che ci aspetterà l'anno successivo.
Ad libitum.
È inevitabile destino, una corsa pazza e irrazionale verso l'ineffabile domani. Una sorta di futurismo per analfabeti e con meno cani multizampe.
I giornalisti e i tanti mitomani, incrostati come resti escrementizi sulla scena underground, hanno compreso questa dinamica. Dunque pasteggiano come obesi sulla ricca tavola delle voci di corridoio.
Anche il redattore di una rivista uzbeka di giochi per Gizmondo paventerà amicizie importanti, per esempio con l'amante passivo di un macellaio che è inciampato una volta sugli scalini della sede Activision.

Noi di Multifap ci siamo stancati di questi mistificatori, di questi venditori di aria fritta nel piscio di sogni proibiti, di questi ometti incapaci di mantenere almeno un punto dell'avvilita deontologia professionale.



Abbiamo perciò trovato il twitter di Jack Macello Jr, redattore della prestigiosa rivista «360 Playstation3 nel Wii», scovando ivi dei rumor terribilmente credibili.

Jack Macello l'abbiamo scoperto noi, noi rendiamo pubbliche le sue elucubrazioni, quindi siamo degli ottimi giornalisti.

Anon delivers (maybe)


Passi la reiterazione di archetipi narrativi immutabili, passi la necessità di standardizzare i prodotti di massa. Possiamo anche sorvolare sulla piattezza media degli intrecci che ci sorbiamo da una decina d'anni a questa parte.
Ma vi preghiamo, vi scongiuriamo: donateci una storia con un personaggio normale.
Tale è stata la voglia di sorprendere il giocatore, che il ragazzino efebico armato di spadone (con problemi di identità) o l'emulo sociopatico di Wolverine (con problemi di identità) si sono tramutati nelle basi necessarie e sufficienti su cui costruire i protagonisti dei videogiochi.

D'ora in poi, Multifap considererà protagonista ben riuscito solo quello che soddisfa almeno il 90% dei punti qui riportati:

  • non ha avuto un'infanzia particolarmente turbolenta;
  • se mai avesse avuto una triste infanzia, non veniamo resi partecipi della cosa;
  • ha genitori umani, preferibilmente non adottivi;
  • il suo luogo di nascita non viene bruciato né polverizzato;
  • non ha parenti o amici stretti che vogliono misteriosamente trucidarlo;
  • ha una corporatura normodotata, iridi e pupille comuni, arti perfettamente nella media anatomica. Tranne sensate giustificazioni, non può trasformarsi in qualcos'altro;
  • nel caso sia un uomo, assomiglia a un uomo. Nel caso sia una donna, non assomiglia a una mucca antropomorfa;
  • non parla né troppo né troppo poco;
  • i suoi capelli sono di un colore considerabile naturale e rispettano la vigente legge di gravità. Nel caso non lo siano, i comprimari mostreranno qualche perplessità sul suo gusto estetico;
  • il sistema limbico non ha disfunzioni, permettendogli di vivere senza amnesie e deja vu sfuocati;
  • ogni sua abilità peculiare o ogni potere se l'è guadagnato con anni di sforzi e di studio;
  • se ha superpoteri, ne gioirà. La sua capacità di alzare case con un mignolo o sparare raggi dalle narici non lo farà sentire solo né vorrà dannare il fato per averlo reso diverso;
  • ha un'etica e una morale "grigia". Può percorrere il suo cammino senza donare reni ai primi stronzi in dialisi che passano o senza uccidere un vecchietto per una basetta leggermente bistonda;
  • Dio rimane un enigma come per tutti i mortali, non presenziando Egli in alcuna maniera nella narrazione;
  • quando incontra la sua nemesi alla fine dell'avventura, non lo farà parlare né lascerà che richiami la supertrasformazione o i dodicimila sgherri nascosti nel taschino. Un bel calcio sui noccioli, una gomitata sul setto nasale e passa la paura;
  • se gli uccidono la/il fidanzata/o o il migliore amico, gradisce vivere il suo lutto lontano da telecamere, mobili o fisse che siano;
  • non diventa amico di qualcuno che cercava di ucciderlo per un fraintendimento. Lui sa che in un tribunale qualsiasi è considerato tentato omicidio comunque;
  • sarà capace di rispondere con tutto lo spettro di reazioni umane a stimoli esterni. Anche un depresso sorride, ogni tanto.

Vi preghiamo di riportare in calce, nei commenti o su facebook, personaggi degli ultimi dieci anni che rispondono sommariamente all'identikit qui riportato.
Così, per farci due risate.

Una prova di Fede










Cliccate sull'immagine per vederla in dimensioni umane.
Se Fede può fare il giornalista, noi possiamo fare vignette.

Oggi fa caldo, abbiamo finito i nostri pacchetti da venti di cancro e il boccione di vodka è tristemente vuoto. Perciò questo è il massimo che possiamo fare oggi senza venire denunciati.

Manifesto semiserio dell'integralismo videoludico





Punto primo
: il videogioco si chiama così e non, per esempio, Gino per la sua doppia natura: la sua componente ludica (parte attiva) viene visualizzata su uno schermo (parte passiva sincronica o semisincronica). Il bilanciamento fra le due parti deve essere concettualmente perfetto.
La preponderante presenza di uno di questi aspetti sull'altro trasforma il prodotto in qualcosa che non è un videogioco. Se trovate un prodotto del genere sugli scaffali dei videogames a sessanta euro, non fidatevi. Si tratterà o di un gioco di carte collezionabili o di un film nipponico di pessima qualità.
Punto secondo: il videogioco deve divertire. Non far riflettere, non concedere massime, non caricare l'onere di spiegare cosa sia la vita su uno scrittore o un regista fallito.
Divertimento puro, non annacquato da valutazioni intellettualistiche raffazzonate.
Se non diverte, il videogioco è solo una serie di immagini lampeggianti casuali. E di questi tempi, non fanno nemmeno venire l'epilessia [si spera che i giornali, dopo il classico turno dei pitbull, dei bulli e delle malattie virali come l'omoerotismo, torneranno sul tema].
Punto terzo: il videogioco, in quanto gioco, deve far divertire attraverso la componente attiva-partecipativa. Qualsiasi valutazione qualitativa che non concerna il divertimento provocato o è marginale o, più probabilmente, una gran cazzata.
Punto quarto: posto come accertato il punto terzo, la profondità di un titolo è direttamente proporzionale alla sua capacità di divertire per un lasso di tempo prolungato, appagando anche il giocatore che abbia già assorbito ogni meccanica principale.
Associare al videogioco la parola "profondità" per soli meriti narrativi, estetici o simbolici significa sfruttare metri di giudizio e apparati critici di altri media. Generalmente a casaccio.
Punto quinto: il videogioco non è arte.
Punto sesto: anche se ci fossero videogiochi astrattamente considerabili arte, la critica non sarebbe capace di spiegare il perché, mancando un apparato formale di valutazione.
Punto settimo: anche se esistesse astrattamente un apparato formale di valutazione e ci fossero videogiochi considerabili arte, come per altre forme espressive "basse", l'utente medio se ne sbatterebbe il cazzo.
Punto ottavo: l'utente medio deve sbattersene il cazzo, egli dovrebbe comprare un videogioco per il solo scopo di soddisfare i primi quattro punti.
Punto nono: il videogioco è una perdita di tempo. Cara. Alienante. Autoreferenziale. Diventa importante e una fonte di guadagno per pochi, pochissimi. E quelle persone sono dannate a considerare un hobby puramente superficiale qualcosa di terribilmente serio.
Corollario punto nono: il videogioco è masturbazione. Farlo da professionisti è come diventare attori nel porno. Sulla carta piace a tutti, ma nella pratica ben pochi lo fanno con convinzione. E ancora meno finiscono senza AIZ.
Punto decimo: se sottraendo il tempo che parlate di videogiochi al tempo che giocate davvero. il risultato è un numero negativo, c'è qualcosa di terribilmente sbagliato nel vostro approccio al medium.


Questo è un manifesto in divenire che necessita della vostra opinione e dei vostri suggerimenti. Perciò commentate, brutte merde. Se siete cagasotto timidoni, almeno mandate qualche indizio cifrato alla nostra mail o sul profilo facebook.

La vera falsa storia di Ping Pong II

Olof in una foto del 1995




La foto pubblicata su «Daily queer» ebbe un effetto catastrofico sulla carriera di Ping Pong: quel semplice ritratto di normale quiete domestica modificò ineluttabilmente l'immagine pubblica dell'atleta di origini cinesi.
Per molti non era più il campione della mitica Double Penetration, né il viveur accostato ai più affascinanti uomini di entrambe le coste degli Stati Uniti. Il sorriso che aveva stregato milioni di consumatori di Popper si era annacquato nella figura di un triste uomo posticcio, goffo, fuori moda e terribilmente bugiardo.
La DGW per tutto il 1994 mantenne sullo scandalo un basso profilo, i suoi uomini si asserragliarono dietro laconici "no comment" ogni volta che la carta stampata chiedeva loro un'opinione.

Ping Pong, che doveva gran parte delle sue fortune alla forte determinazione e alla mancanza patologica di senso del ridicolo, sperava e si aspettava la reazione morbida dall'organo amministrativo principe dei balli omo.
Un caso simile aveva colpito James "Evita" Munoz, leggenda dello Sculettamento Burlesque, a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta: fu immortalato durante la pausa estiva accanto a un grill con la barba incolta, un grembiule sporco di fuliggine con su scritto "Mi cucino le gallinelle" e una forchetta unta. Dopo qualche mese d'imbarazzo, lo scandalo si sgonfiò quando James vinse per la settima volta consecutiva il campionato di Elicottero con l'uccello.

Ping Pong sperava di potersela cavare come "Whirlwind Evita", ma non tenne conto di due particolari differenze rispetto allo storico campione messicano.
La prima differenza risiede in una fortunata convergenza: lo stile sporco e macho sarebbe diventato di moda pochi anni dopo nella comunità gay, tanto da far sembrare James Munoz il precursore di uno stile che tutt'ora conta moltissimi afecionados.
È la seconda differenza a essere però decisiva: un videogiocatore convinto non solo è iconograficamente etero, ma anche irrimediabilmente inappetibile. Né redimibile.

Nel settembre del 1994, nonostante le bordate di fischi del pubblico e l'asfissiante pressing dei giornalisti, Ping Pong arrivò primo alla maratona di Urletti Estasiati e Mossette Smaniose, mostrando la sua incredibile tenuta mentale e le sue sopraffini doti tecniche inverse.
Purtroppo, la vittoria non ebbe l'effetto sperato: molti atleti di quell'evento non si presentarono alla premiazione e il pubblico rispose con uno spaventoso silenzio agli incitamenti del vincitore.

Olof Silvestrov fu considerato la mente dietro la protesta.

Ballerino poco più che mediocre, sulla ribalta più per le sue evoluzioni sessuali in video amatoriali che per la sua carriera professionistica, Olof "il bello" era sempre stato la bandiera dell'integralismo omosessuale nelle discipline di ballo gay.
In quell'infausto giorno affermò davanti alle telecamere di Antenna Fluo: «Noi non siamo fenomeni da baraccone. Certo, ci vestiamo in maniera eccentrica e abbiamo comportamenti più che ambigui, ma meritiamo rispetto. Rispetto che Ping Pong non ci mostra, deridendoci con la sua evidente eterosessualità che maschera scimmiottandoci. Un topo fra elefanti. Io e molti altri atleti non vogliamo più condividere il palco con un mistificatore. Che il DGW scelga fra noi e un bugiardo».

La DGW minimizzò e Ping Pong si chiuse in un silenzio accorto, non volendo entrare in alcuna polemica.

Nel 1995, la drammatica svolta.

[continua…]

La vera falsa storia di Ping Pong

Il team finlandese di Disco Gay delle Olimpiadi rosa del 1993


Alla tenera età di quattordici anni, Ping Pong scoprì la sua vera vocazione professionale sbagliando porta ed entrando nel famoso locale gay Tacchi a spillo e Basette. Ping Pong era ed è tutt'ora eterossessuale, per quanto non praticante, e non ha particolare amore per la musica elettronica da ballo. Però si accorse, nel mimetizzarsi con gesti convulsi nella calca di giovani baffuti e piacenti, che riusciva a muoversi terribilmente male e senza la benché minima traccia di mascolinità.
Poteva voler dire soltanto una cosa: sarebbe diventato un atleta di Disco Gay.

Nel 1991 strappò il suo primo contratto da professionista con la Ufo Probe Sports, squadra di balli gay finanziata dall'omonima azienda di dildo anali. Si presentò solo ad alcuni eventi sul suolo nazionale, ma non riuscì a piazzarsi in modo dignitoso. Nonostante questo, alcuni critici avevano già notato in lui un potenziale interessantissimo.

Nel 1992 arrivò secondo al campionato americano di Toccarsi il capezzolo e si qualificò ai mondiali di Braccine all'aria mostrando il sedere, seppure sia stato sfortunatamente eliminato agli ottavi dal leader indiscusso della disciplina, Franz "il gibbone" Sturmtruppen.
Seppure finì la stagione a secco di trofei, la DGW, massimo organo sportivo delle discipline di danza omosessuale agonistica, premiò i suoi sforzi con il titolo di Madonna d'Oro 1992.

L'anno successivo fu praticamente perfetto per l'atleta sinoamericano e la sua fama divenne tale da essere conosciuto anche fuori dal circuito dei professionisti.
Strappò un'insperata medaglia d'argento alle Olimpiadi rosa di Philadelphia nella disciplina del Salto a piedi uniti agitando i pugnetti, lottando fino all'ultimo con colossi del calibro del cubano Misty Moreno, John "Suck it" Baines e Billy Idol.
Lo stesso anno riuscì, primo nella storia dello sport, ad aggiudicarsi il Double Penetration, cioè la vittoria nella stessa stagione dei prestigiosi Decathlon di ballo omo di Helsinki e Mykonos.

Ma i successi portarono le prime invidie. E le prime invidie portarono i primi scandali.
Dall'inizio della sua carriera agonistica, Ping Pong a più riprese affermò con orgoglio la sua identità omosessuale, diventando anche il testimonial della campagna di sensibilizzazione Anche fra le verdure ci sono i finocchi.
Può sembrare un grave errore l'ipocrisia di Ping Pong, ma a metà degli anni Novanta non era ancora accettata l'eterosessualità fra gli atleti e i pochi diversi venivano con pretestuose sanzioni disciplinari esclusi dal circuito internazionale.
All'inizio del 1994, la rivista «Daily queer» pubblicò in prima pagina la foto di un Ping Pong adolescente, colto sull'atto di leccare il collo a una prostituta dalle enormi tette. L'atleta smentì goffamente le accuse del giornale, affermando che in quella occasione stava soltanto annusando il profumo della lucciola, un distillato alla vaniglia che trovava assolutamente divino per il suo numero con il boa.
Ma un successivo articolo sullo stesso giornale, aperto con il tombale titolo ETERO!, conteneva un'immagine che mostrava inequivocabilmente le sue preferenze sessuali: Ping Pong era stato immortalato, seduto sulla poltrona del suo appartamento, mentre giocava a Fatal Fury Special con una birra in mano, per giunta ad alta gradazione alcolica.
Il «Daily queer» tuonò in seconda pagina: «Qualcuno potrebbe affermare che la foto sia decontestualizzata, ma oltre alla disgustosamente maschia birra, la scelta del gioco e della console dimostrano ampiamente i gusti sessuali di Ping Pong. Una persona regolarmente tesserata in discipline omo, più volte considerato il boyfriend di modelli e ballerini senza che abbia mai smentito. È così etero da non aver nemmeno usato l'icona gay Billy Kane, buttandosi su un banalmente etero Terry Bogart».

Questo, senza ombra di dubbio, fu l'inizio del declino di Ping Pong.


[continua…]

I contro della distribuzione digitale

Che belli i titoli in Digital Delivery.
Costano spesso più del prezzo a cui tutti, tranne i lombrichi nella melassa, possono portare la loro controparte fisica a casa.
Sono legati in genere a un account, a sua volta collegato a un numero massimo di pc.
In alcuni casi possono essere scaricati solo un numero prefissato di volte e per un determinato lasso di tempo.
I loro manuali in pdf sono in risoluzioni ridicole e spesso stampabili mediocramente. Ciò spiega come mai in ospedale, negli ultimi due o tre anni, si trovino persone con fogli A4 in mano che perdono sangue dai pori del culo senza apparente ragione.
Considerate le connessioni italiane del Cro-Magnon e le dimensioni gargantuesche dei file di installazione, molti si chiedono perché pagare per perdere un giorno a scaricarli (alcune volte senza nemmeno la possibilità di usare gestori di download) quando li warezzi gratis nella stessa, stupida, maniera.
I pre-order online premiano solo con oggettini in game la cui utilità fa impallidire soltanto ipotetici gratta-preti.
Uccidono il mercato dell'usato, facendo fallire catene come Gamestop. Vogliamo che i loro negozi vengano rasi al suolo con molotov per crearci sopra soviet sado-maso, non che chiudano senza farci frustare nemmeno una delle commesse sgallinate che girano fra gli scaffali.

Proprio belli, i DD.
Non fosse sufficiente, rischiano fra molti anni di indebolire il settore del collezionismo videoludico, non permettendoci quindi di rimirare splendidi animali da palco come il prode Ping Pong.



Presto racconteremo nei dettagli la sua meravigliosa storia, sveleremo gli avvenimenti che hanno portato un comune asiatico a danzare fra gli scaffali della sua collezione sulle note di una cover gay.
Believe.

Le api e i fiori per i nerd


… ho capito. Ma papà, cos'è il "fri romin"?

Il free roaming? Tesoro mio, è lo stile di alcuni videogiochi. Significa che puoi andare in giro liberamente con il tuo avatar senza dover passare per posti precisi che decide il gioco. Come il papà e la mamma quando si sono incontrati la prima volta.

"Ah, vatà"? Che vuol dire?

L'avatar è l'omino che muovi nel gioco. Si tratta del protagonista del sandbox game che può essere stato caratterizzato da chi ha creato il gioco o dal giocatore. Alla fine anche noi siamo avatar, zucchero mio. C'è qualcuno che ci ha creato e noi in parte ci siamo dati la nostra personalità.

Non ho capito cos'è il send bos.

Oltre a muoverti liberamente, il mondo è come un enorme parco giochi in cui puoi fare attività di tanti tipi. Non credere che questo non permetta una storia: esistono un sacco di sandbox game story driven.

Stori driven. Ehm…

Significa che il gioco va avanti sui binari di una storia, per quanto tu alla fine possa fare ciò che vuoi con un sacco di attività. Alcuni publisher nella current gen sono riusciti a unire la libertà d'azione a una storia. Capisci che è importante poter fare qualcosa ma avere un motivo per farlo? Come l'amore fra la mamma e il papà.

Papà, non capisco cos'è la corrente gen. E nemmeno chi sono i pabliscer.

La current gen è un termine che si usa per raggruppare le attuali console sul mercato.

Anche la mia pleistescion due?

No, tesoro, quella è old gen.

Fa male essere oldgen?

No, è solo di un altra generazione. Xbox 360, Playstation 3 e Wii sono current gen.

Ma il Wii mi sembra uguale alla mia pleistescion.

No, tesoro. I giochi sono renderizzati meglio grazie al processore Hollywood montato sulla macchina Nintendo, ma peggio della concorrenza che monta gpu e cpu high-end che possono sfruttare avanzati shaders. Non è considerabile old gen soprattutto grazie al wiimote, con il suo waggling e il sistema IR di direct pointing. Pensa che alcuni programmatori hanno usato il wiimote per applicazioni di rudimentale VR anche su OS Microsoft. Poi, tolte le solite aride critiche, la possibilità di downloadare DLC mi sembra da attuale gener…
Papà…

Sì, amore mio?

Cosa c'entra tutto questo con la mia domanda sul perché prendevi a panciate la mamma da nudi?

How do I blog life?

Oggi mi sono alzata triste, è sicuramente colpa dell'energia negativa della mia compagna di banco. Dovete sapere che sono una wiccah (hihihi). Purtroppo questa energia, che chiamerò "idiozia" per comodità, mi ha accompagnato per tutto il giorno (quanti puntini esclamativi ci vogliono per risultare sia analfabeta che mielosa?)!!!!

Mi trucco. MA NON VI SENTITE GIÀ SOVRASTATI DALLA MIA PROFONDA ESISTENZA????

Il trucco sbava, sbava e rimango basita. MIO DIO. Maledetta quella troia e la sua energia. Perché nessuno mi capisce?

Ho fame. Che bella sensazione, mi sento sempre più magra, ma in realtà sono grassa, obesa. Non riesco a suonarmi le costole come uno xilofono, esce solo un là appiccicaticcio. Vomito, quindi.

Ahahaha. Sono svenuta sul gabinetto, che scherzi mi tiri bulimia????

Oggi è giorno di spesa; prima tappa il panettiere!!!! Carico tutto il mio peso sulla porta scorrevole in vetro del negozio, finché una lurida obesa mi chiede: «Ce la fai, piccina?» e apre SENZA PROBLEMA ALCUNO il portone dell'inferno (perché nessuno mi capisce?)!!!! Obesa del cazzo.

Chiedo due grammi della farina sopra le rosette secche del giorno prima. Quel barbone fallito del panettiere mi risponde «bla bla bla non è possibile, prenda almeno una rosetta…». Stronzo, magari fossi secca come le tue rosette! Faccio per uscire, ma mi tocca aspettare che l'obesa la finisca con la sua inutilità e mi apra le colonne di fiamme. Stronza, non vedi che sono qui ad aspettare?

(Perché nessuno mi capisce???? Io sono speciale!!!!)

Uff, sono sfatta dalla fatica. Svengo sul letto per due-otto ore. Io me lo posso permettere; sono magra e speciale.

È arrivato il mio boy, Kevinuccio bello. Lui sa quanto sono speciale, infatti mi dice sempre che nel culo sono l'unica e la migliore. Lui fa il Pi.Erre per una discoteca che manco ve lo spiego. Vi dirò solo che una volta ha rifiutato un modello perché s'è permesso di usare il termine "anacronistico" nella sala vip. Frocio comunista, porta rispetto!!!!

Sono svenuta durante l'amore con il mio boy, ma sapete, non si può pronunciare "svenuta" senza "venuta". Ahahahah come sono simpatica, magra, obesa e speciale. Ora ho delle croste bianche sul naso e sulle ciglia. Stronzo. Non mi capisce nessuno. Anzi, troia maledetta e la sua energia negativa.

Vabbè, mi raglio due grammetti di bamba.Mia madre si permette di rispondere, le rompo un nano di gesso sulla gobba. La troia non mi capisce, io sono speciale, cazzo… e magra. Questa cazzo di energia negativa, domani l'ammazzo, la troia.
Prima di uscire per la seratona a base di KETA (babbo chi non la prova), scrivo una poesia:

Dolore, il pane
sono speciale, due grammi
il nano di gesso mi capisce
rotto sopra il mostro obeso
amatemi

CHE PERSONALITÀ PROFONDA! E mi interesso pure di cinofilia, quei vecchi film brutti che non capisco, però ora ho un velo di cultura che col cazzo che si sposta!
Devo uscire.
BACI BACI a tutti i miei fan di Gaia online, ma non alle troie obese, fate schifo, sfigate.
Bla bla bla, essendo tutto strettamente a tema videoludico… Beh, oggi ho giocato a Madworld, sì, carino, faccio cose.

La mia arte… è così… è così liberatoria.

Visto che è da vera intellighenzia scrivere recensioni di giochi retro, vogliamo mostrare la nostra capacità critica. Anche noi pensiamo di meritarci la colonna di qualche blog o e-zine internazionale sull'arte videoludica.
Vi mostreremo come siamo capaci di allinearci a standard considerati eccellenti in questa deliziosa disamina. Potrete ascoltare la versione per nonvedenti nella prossima puntata di Multifap, presto sui tre iPod che lo caricheranno.


Retro:orteR
Ceci n'est pas une compte rendu.
presents:

PONG



È sicuramente uno dei titoli più importanti della storia, per la precisione il più importante.

Un titolo che trasforma i forti limiti della macchina in un perfetto connubio fra i colori fluo e un intelligente minimalismo, riprendendo le scelte cromatiche del movimento teutonico Die Brücke. Essenziale è l'aggettivo che meglio lo descrive. Pochi e ben distinti tratti lo contraddistinguono per categoria. Primo in assoluto sul fronte dell'innovazione avanguardista contemporanea. Loos lo avrebbe amato per la razionalità priva di decorativismi ridondanti.

Il suono ipnotico della barra che impatta come l'ineluttabile destino contro la palla ricorda l'evoluzioni sonore di Artem'ev, rarefatti gridi sintetici nello spazio vuoto. Non si potrebbe nascondere che sia influenzato dall'esperienza di Stockhausen nel campo della musica concreta, figlia delle sperimentazioni della scuola di Darmstadt.

L'inter(attiva) carica rivoluzionaria di Pong si perpetua in ogni ipnotico scambio di battute, una visione ciclica della storia dal sapore Maya, in cui le crisi e i punti si modificano per entropici guizzi di irrealtà.

Un titolo seminale, organico nella sua austera solidità, capace di svelare nel suo ritmo marziale la caducità dell'esistenza moderna.
Ha il solo difetto di essere privo di multi online. E non cià gli obbiettivi, poco sgargio.

Voto 9,432

[Sappiamo che il voto farà infuriare i fanatici del Magnavox Odissey, che abbiamo liquidato con un 9,363. Teniamo però profondamente alla nostra deontologia professionale. E ai moneyhat di Atari. NdR]

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